Cosa si può salvare della partita di ieri della Virtus? Qualcosa, sicuramente. La voglia di non mollare di alcuni giocatori, capitan Belinelli in primis, che a 37 anni (oggi) ha segnato 26 punti. L’ottimo rientro di Ojeleye, la cui fisicità mancava tantissimo. La caparbietà di Bako, che nonostante palesi limiti fisici e tecnici ha tenuto contro avversari grossi il doppio di lui. Il quintetto del terzo quarto, che è riuscito a riaprire la partita.
Per battere il Real Madrid questo non è abbastanza, ovviamente, e non lo è soprattutto se si parte 6-23, stendendo un tappeto rosso a un avversario che decisamente non ne aveva bisogno. Ma è la storia dell’Eurolega bianconera: alcune partite - soprattutto contro avversari di livello superiore - sono state approcciate male, con enorme difficoltà fin dal primo minuto. Ieri, se non altro, si è evitata la mattanza.

Il punto è che per reggere una competizione durissima come questa ci vuole un roster di un certo tipo, anche perchè gli infortuni e le assenze sono inevitabili. Ieri la Virtus aveva fuori due dei suoi giocatori più fisici (Cordinier e Pajola) e uno dei più talentuosi (Teodosic), e chi li ha dovuti rimpiazzare non è stato di quel livello. Oltretutto, ci sono giocatori in palese difficoltà da inizio stagione. Lundberg ha avuto alcuni acuti importanti, come domenica a Milano, ma molto più spesso è stato abulico come ieri sera. Mannion e Weems hanno avuto alti e bassi in stagione, ma per motivi diversi nessuno dei due può essere considerato una certezza a livello di Eurolega. Jaiteh onestamente non è di questo livello, e ieri dopo un primo tempo pessimo ha guardato la ripresa dalla panchina. Mickey al momento è la delusione più grossa della stagione, viste aspettative, esperienza e stipendio.
Tra l’altro, per il campionato Scariolo dovrà fare delle scelte di roster, e uno tra Jaiteh, Bako e Mickey dovrà stare fuori. Al momento, non è una scelta facile.

Scotto del noviziato, errori nella costruzione della squadra - i famosi troppi esterni e pochi lunghi, e soprattutto l’aver affiancato all’esordiente Jaiteh un altro lungo con poca esperienza di Eurolega come Bako - e alcuni giocatori che hanno deluso parecchio. E anche il non aver provato a correggere il tiro con il mercato, ovviamente. Dopo 30 partite, i motivi per cui la Segafredo non farà i playoff di Eurolega si possono riassumere così. Appena da Barcellona arriveranno certezze per la prossima wild card, bisognerà iniziare a programmare per la prossima stagione, sapendo che il livello di fisicità della squadra andrà alzato considerevolmente.

Nel frattempo, c’è un campionato da finire e da tentare di vincere.
Domani arriva Pesaro: si gioca alle 19, diretta Eleven e Nettuno Bologna Uno.

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