(Foto Mauro Donati)
(Foto Mauro Donati)

Elachem Vigevano – Flats Service Fortitudo Bologna 72-80

Iniziare come se si fosse rimasti a Casale ma chiudere stavolta una trasferta con più fiato degli avversari e terminare quindi più con la rabbia che non con la lucidità la serie di sconfitte lontano da casa. La Fortitudo espugna Vigevano uscendo davvero alla distanza dopo aver dormito i primi 15’, e rientrando ricordando che per giocare certe partite c’è bisogno di attenzione ma anche di voglia di rimestare palloni e azioni ovunque ci sia modo e maniera. Funziona, anche perché Vigevano rimane con le gomme sgonfie al primo tentativo bolognese di dimostrare una semplice cosa. Ovvero, che non si era preso il pullman per fare una gita. Ancora senza Fantinelli, e per questo non è che valga doppio, ma quasi.

La cronaca

Si parte in ritardo per aspettare che Mamma Rai si colleghi, ma anche lo spostar la palla a due non fa trovare pronta una Fortitudo che non segna mai e che dopo 8’ si trova 4-12 ringraziando anche certi errori davvero gratuiti, come si suol dire, di Vigevano. Confusione, ma soprattutto una squadra che corre e l’altra che non lo fa. Poca roba, minimo sindacale, 12-7 Vigevano al 10’.

Un po’ di verve la porta il redivido Taflaj, in un panorama dove Panni arriva subito a 3 falli e dove altri proprio non si attivano. Si segna un punto al minuto, con imbarazzante improvvisazione, ed è naturale che ad un certo punto i padroni di casa arrivino anche al doppiaggio (29-14 al 15’). Dato che peggio non può andare, Vigevano aiuta andando due volte a far fallo su tentativi da 3 di Ogden, e sono 7 punti in due azioni per dimezzare lo scarto quasi senza muovere un dito. Arriva qualche regalo, andando a mitigare un tabellone altrimenti desolante. Si sveglia pure Giordano, ma soprattutto arriva la preghiera di Freeman, da metà campo, per un 36-33 interno al 30’ che, avendone fatti 14 in 15’ e 19’ nei successivi 5’, è tanta roba.

Aradori
(Foto Mauro Donati)

Si riparte male, ma dopo 8 punti di fila Vigevano si accontenta di qualche tripla fin troppo pigra che manco arrivano al ferro, permettendo alla Fortitudo di vivacchiare in attesa dei primi segnali di un Aradori altrimenti raddoppiato anche in bagno. Sempre dietro ma con vista targa altrui, arriva sia per Panni che per Giordano la paletta dei falli con il 4, ma intanto basta fare un po’ le cose per bene dietro e i lombardi si ingarbugliano: Freeman schiaccia il -1, ma Giordano è fin troppo pollo nel farsi provocare sportivamente da Rossi e uscire per il fallo numero 5. Diventa una bolgia, con Panni che sorpassa, Amici che si becca un antisportivo lontano dalla palla per colpire inspiegabilmente Bolpin, e Aradori ormai tornato in vita che sigla il 57-51. Nuova linfa, 59-56 Bologna al 30’.

C’è buon lavoro difensivo e, finalmente, un po’ di linearità davanti. Toccato il +6 ad un certo punto segnano tutti, con il cronometro che corre e successive esagerazioni da parte di entrambe le squadre pensando, erroneamente, che un tiro da 7 metri possa essere la soluzione ad ogni problema. Però Panni mette il +6, Bolpin viene graziato su un contatto che potevano essere due liberi per Smith, e nel finale c’è tanta tranquillità. Meglio così, per come si era messa.

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