(Foto Mauro Donati)
(Foto Mauro Donati)

Novipiù Monferrato – Flats Service Fortitudo Bologna 89-67

 

Si fosse in spiaggia in luglio si potrebbe parlare del classico temporale estivo per cui un attimo e sei sul lettino a prendere il sole, e l’attimo dopo ti volano via ombrelloni, lettini e se non stai attento anche il figlio minore. E’ imbarazzante la trasferta Fortitudo a Casale, per come dopo un primo tempo al limite dell’inerziale doppia cifra di vantaggio la serata si trasformi in un incubo senza fine, dimenticando di tornare in campo dopo l’intervallo e concedendo ai padroni di casa una passerella imprevista. Manca Fantinelli, questo è vero, ma tutta la squadra ad un certo punto ha pensato di fargli compagnia fuori dal campo. Così, beccandone 61 in un secondo tempo da mandare agli annali dalla parte sbagliata della storia, la Fortitudo si rende sempre più conto che basta davvero poco per evidenziare le sue fragilità se i titolari sono tutti presenti e fisicamente sani.

La cronaca

Si parte con Fortitudo in totale controllo sia davanti che dietro, rendendo l’area un proprio feudo quando c’è da fare punti e, in difesa, rendendo quasi impossibile ad una già confusa Monferrato il costruirsi tiri facili. Si fa 17-7 in pochi minuti, reggendo anche quando Caja sveste qualche cambio senza dare l’impressione di dover faticare contro chi, a tratti, sembra già contento di raggiungere un tiro, qualunque esso sia. E 21-12 esterno al 10’.

Il +11 di massimo vantaggio dura poco, perché senza colpe specifiche se non quelle di non riuscite a tenere alta l’intensità i quintetti non base della Fortitudo lasciano a Monferrato un po’ di margine per rientrare in scia. Ci si blocca davanti, e buon che i padroni di casa sgarrino 5 volte di fila il possibile -1: è un attimo, e basta tornare da un Ogden in modalità gigante a Lilliput per rimettere altra acqua tra le due barche. Sotto non c’è gara, 39-28 al 20’.

Freeman
Freeman (Foto Mauro Donati)

Si tiene il cerino in mano senza scottarsi ma senza nemmeno stare abbastanza lontani dalla fiamma per non sentirne il calore, e non avendo grande continuità dal collettivo è chiaro che Monferrato, pur con la scolasticità dei suoi attacchi, abbia modo per arrivare a ruota, impattare e sorpassare al 27’. Rottura prolungata, break che deve essere aggiornato praticamente ad ogni azione – e poteva andare peggio – che arriva fino al 17-1 per il 53-45 interno. Un aiuto involontario arriva dalla triade arbitrale, che in un doppio tecnico Freeman-Martinoni zifola il quarto per il piemontese, ma a gambe molli si concede tutto, anche la tabellata al 30’ di Kelly che, comunque, tira senza nessuno a marcarlo. 61-49 locale al 30’, 33-10 il parziale del quarto.

Si annega fino al -18 (69-51), con Caja a dare spazio alle seconde linee o quel che sono. Monferrato però ha ormai tanta di quella fiducia che potrebbe segnare e magari vincere anche Sanremo allo stesso momento, e diventa perfino ventello (78-56), dicendo un impressionante 50-17 di parziale in 16’. Ma può ancora peggiorare, perché Monferrato arriva perfino al +27 (85-58) e il resto è, incredibile ma vero, solo altrui garbage time.

 

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