Ai limiti dell’ordinaria amministrazione, la quarta vittoria consecutiva della Fortitudo è una buona gara in casa di Nardò, guardandosi con circospezione nella prima parte del primo tempo per poi girare il tutto con un 13-1 in pochi minuti prima dell’intervallo e rendere poi privo di patemi il rientro in campo. Nemmeno la paura di arrivare senza fiato dopo lo sforzo infrasettimanale con Forlì: tutto funziona alla grandissima, punto e basta.

Si parte con difesa che fatica, perché puoi lavorare quanto vuoi ma se poi Smith la mette da 9 metri allora c’è poco da fare. Però si attacca bene, si aspetta, e sfruttando qualche pasticcio pugliese in area si prova anche a fare +3. Nardò non si spaventa, ha mani leste laddove serve, e chiude il primo quarto avanti 20-18.

Segnano gli esterni Fortitudo, segnano i lunghi Nardò, Ogden è l’unico che rompe la regola, ma è equilibrio più o meno continuo. Stavolta però i cambi Fortitudo un po’ di impatto ce l’hanno, con Morgillo a mettere gli arti in difesa e Conti a far qualche libero: 11-0 di parziale, +8. Svariate insolite – ma non errate – fischiate di infrazioni di 3” contro Bologna, ma è una fine quarto di sole sinfonie felsinee, e 44-35 al 20’.

Laddove la prima linea si addormenta un po’ dopo aver toccato la doppia cifra di divario ed essersela poi veduta dimezzata arriva anche stavolta il tocco della panca, con due triple di Panni per il +12. Il numero 11 è ispirato, recupero su Smith e lancio in touchdown per Freeman e 30’ che arriva sul 67-53 per Bologna.

Quattro triple in pochi minuti, ventello raggiunto contro una Nardò che qualche problema difensivo è chiaro che ce lo debba avere, e il resto è tutto garbage time. Ci si avvicina al trentello, non serve però infierire, anche se forse – proprio a voler rompere le scatole – dare qualche minuto in più alle seconde linee, a punteggio già acquisito, lo si poteva dare. Ma proprio per finire l’articolo e niente altro.


(Foto Valentino Orsini - Fortitudo Pallacanestro 103)

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