Imbro', "La Fortitudo ha un grande obiettivo, io spero di stare in salute"

Matteo Imbro' è stato ospite di Sport Club su E-Tv.
La domanda più importante, come stai? “Meglio, non ho ancora recuperato del tutto ma sto migliorando. Spero tra poco di crescere e di essere in campo mercoledì con i miei compagni”
Hai giocato con Poeta. Era già allenatore in campo? “Mi ha insegnato molto, vedeva le cose prime e te le spiegava perchè capiva molto bene il basket. Da allenatore ha portato avanti la sua immagine tranquilla anche da giocatore, era quello che serviva a Milano”
Come è la stampa bolognese? “Questa è la mia prima intervista dell'anno”
Come mai solo la prima? “Non lo so, io di solito quando me lo chiedono sono sempre disponibile. Non so se prima ci sia stato qualcosa, forse essendo arrivato in corsa si sono preferiti gli altri”
Finora non sei riuscito a rendere per quello che è il tuo valore, al di là degli infortuni c'è qualcosa che non ha funzionato? “All'inizio mi sono ritrovato a giocare da 3, quindi con dinamiche nuove. Non è stato un problema, dovevo metterci del mio e migliorare passo dopo passo. Quando stavo ingranando ho subito un infortunio che mi ha messo fuori, ora sto bene e spero che la salute continui e io possa rientrare al 100%”.
In che ruolo ti trovi meglio? Guardia o ala? “Nel basket di adesso per giocare 2 o 3 bisogna saperlo fare. In attacco serve avere più armi possibili, io sto imparando ad uscire dai blocchi, a mettere meglio i piedi, con la condizione migliore sarà più facile rientrare nelle dinamiche della squadra”
Quanto è importante Caja come insegnante? “Tecnicamente e tatticamente è uno dei migliori allenatori che io abbia mai avuto, lavora tanto sui dettagli spiegandoti che anche un solo centimetro può fare la differenza. Proprio per questo all'inizio ho subito iniziato a fare il maggior numero di domande possibili, lui è esigente ma ti premia se fai bene”
Come ti sei spiegato la chiamata della Fortitudo dopo l'infortunio di un lungo? “Avevo già conosciuto Caja a Scafati, quando mi ha chiamato mi ha spiegato che come esterni erano già completi, ma potevo partire da 3 e passare poi da 2. Avendo molta stima di Caja ho accettato perchè sarebbe stata una possibilità per esplorare altri ruoli, e perchè la Fortitudo ha un grande obiettivo. Io volevo giocare, mettermi in discussione, e ho accettato”
Quindi si può puntare alla promozione? “Sì, la classifica è corta, basta poco per andare molto su o molto giù, vincendo si può andare nella giusta direzione”
Le percentuali mancano per quale ragione? “Non mi pongo tante domande, ho fiducia nel mio tiro e so che la palla può entrare o no, quello che conta è non avere paura. Non è un problema”
Bisogna dare un dispiacere ad Antonini, come hai fatto tu alla Fortitudo due anni fa. “Ne devo parlare per forza? Quel canestro è stata una grandissima emozione, sul momento non me ne ero reso conto, ci ho messo un'oretta a capire. Ero molto felice di quanto fatto”
Come hai vissuto Antonini? “Dispiace per quanto successo. Nel mio anno a Trapani non ci è mancato nulla, posso solo ringraziarlo per quello che mi ha fatto vivere. Posso parlare solo del mio primo anno, e dico che lui era sempre presente, cercando di capire come poter migliorare la squadra o lo spogliatoio. L'ho conosciuto in modo diverso, non posso dire nulla di male perchè ha sempre messo tutti nelle condizioni di poterci esprimere al meglio. Ci parlava, ci chiedeva come stavamo, era un'altra persona e di lui non posso parlarne che bene”
In quella serie ci fu un fallo dubbio fischiato a favore di Notae. A freddo, lo era? “Se l'arbitro fischia è fallo"
Notae può essere giocatore da Virtus? “Sì, è un gran lavoratore, un talento enorme e voglia di imparare e mettersi in gioco. L'Eurolega è il suo palcoscenico”
Si racconta che a Trapani i premi promozione siano arrivati tardi e incompleti. “Quando sono andato via avevo ricevuto tutti i miei compensi senza ritardi. Sono voci che non riguardano me”
Cosa hai trovato in Fortitudo rispetto al passato? “Molta più gente rispetto ad Eagles, dove c'erano mille persone. La passione non è cambiata, la gente trasmette la propria fede e questo non è mai cambiato. In B2 andavamo in posti lontani e dispersi ma il tifo c'era sempre”
A Pesaro non hai avuto una grande esperienza. “L'allenatore è andato via dopo un mese per problemi di salute, cambiando le cose. C'è stata qualche incomprensione, poi, senza mai trovare la continuità per esprimere al meglio il nostro valore”
Ti sei chiesto perchè, malgrado la ottima carriera, non sei diventato un grande campione? “Cosa intendete per campione?”
Sei stato un giocatore da A1, ma venivi paragonato a Brunamonti. “Quando mi sono fatto male al ginocchio sono state poi fatte delle scelte l'anno dopo, volevo giocare e andai a Ferentino riconquistandomi la serie A sul campo. Forse non sono stato un campione come Brunamonti, ma ho cercato di conquistarmi tutto quello che ho ottenuto, poi quando giocavo in serie A c'erano 7-8 stranieri, le squadre erano costruite in modo diverso, e allora ho lavorato per conquistarmi il rispetto degli addetti ai lavori, dei compagni e dei tifosi"
Chi sono i giocatori di questa Virtus che ti piacciono di più? “Niang, mi piace la sua energia anche se io ho caratteristiche molto diverse da lui. Mi piace come gioca, il sorriso, il modo in cui va in campo spensierato glielo invidio. Gioca più di stimoli che non di ragione”
Che contratto hai? “Annuale”
Hai ancora tutto il tempo per far innamorare il pubblico Fortitudo. “Sono un professionista, sono venuto qua per scommettere di nuovo su me stesso, di dimostare che posso giocare in un palazzetto caldo e con un po' di pressione addosso per raggiungere obiettivi. Speriamo che tutto vada bene, soprattutto la salute. Cercherò di dare il massimo”
Cosa non funziona fuori casa? “Siamo stati sfortunati perchè non siamo mai stati al completo in trasferta e questo ha influito. Dovremmo andare fuori giocando come in casa, pressando forte, magari con qualche fallo in più, senza pensare al fatto che manchi il pubblico che ci sostiene in certi momenti”
Cosa è successo a Moore, che pareva una cosa di poco conto? “Io chiedo sempre ai miei compagni come stanno, non so cosa avesse lui nello specifico, è qualcosa che riguarda lo staff medico e la società”
Perkovic non è un cattivo giocatore. “Buona mano, capisce il basket, si sta adattando benissimo”
Devi fare canestro, poi andare al buffet e dire ad Antonini che era buonissimo. “Sarà fatto”
