(Foto Valentino Orsini - Fortitudo Pallacanestro 103)
(Foto Valentino Orsini - Fortitudo Pallacanestro 103)

Flats Service Fortitudo Bologna – Trapani Shark 58-64

Una prova eroica al limite delle proprie forze, per una Fortitudo senza punti nelle mani e che non può sempre e comunque cercare di nascondere il canestro alla propria avversaria. Non serve, però, per portare ad una gara 5 (che sarebbe stata meritatissima, davvero) una serie nata male con l’infortunio di Aradori e le magate di Notae – altrimenti umano, nel resto della storia – aiutate poi dalle fischiate inique di gara 2. Qui sarebbe servito un miracolo, e il miracolo non c’è stato: Trapani va su, e ora si divertano, in serie A, a gestire il soggetto che abbiamo ben imparato a conoscere, in ‘sti giorni. La A2, a quanto pare, non è poi così affranta dal perdere codesta pesca: alla fine inizia ad inveire contro mezzo Paladozza, bravo lui. Sarà un campionato migliore, il prossimo.

 

Cronaca

Dopo un po’ di spettacolo nel prepartita dato dal pres ospite, tra passeggiate in mezzo al campo con tanto di  bodyguard al seguito e fotografie ad un palasport che non è forse quello che aveva raccontato, si parte con striscione fossaiolo a citar Cremonini (questa sera sei bellissima se lo sai che non è finita) e refrain simile a gara 3: cercare di difendere su ogni possesso e sperare, davanti, di trovare qualcuno che un po’ di punti li porti a casa. Per un po’ riesce (16-8), poi diventa dura limitare Alibegovic, unico davvero non marcabile dei siculi, e 10’ che arriva sul 16-13.

Non potendo vivere solo di post basso fantinelliano e dovendo cambiare un po’ i titolari ci sta che l’attacco si pianti, ma Trapani non ne approfitta e, tra una cosa e l’altra, il vantaggio rimane sempre poco ma stabile. Ed è chiaro che, dovendo evitare di sprecare anche solo una goccia d’acqua, il primo cesto di Notae con successivo errore in contropiede di Bolpin diventa sangue regalato, con pure il primo vantaggio trapanese dal primo arrivo del pullman in città. Ma serve uno scippo arbitrale (rimessa contestata: ah, l’instant replay…) per far chiudere Trapani avanti, al 20’, per 30-28.

 

Caja non ne trova uno che faccia canestro, né vicino né tantomento lontano da canestro, e non è che si possa sempre e comunque sperare che il fortino regga, ergendo Taflaj e Sergio come unici riferimenti dell’attacco. Gli unici punti arrivano dai contropiedi, anche perché dietro ci si sbatte come mai visto da una squadra difensiva in anni di Paladozza, Conti per un attimo impatta ma, davanti, c’è il panico ad ogni passaggio: Ogden andrebbe cambiato ad ogni passar di metà campo, e 44-40 Trapani al 30’.

Conti fa salti mortali, ma per fermare Amar più che la difesa Fortitudo servirebbero due schiaffoni del babbo, e si resta sotto. La sfida tra lui è Ogden è al limite del no contest, poi un canestro criminosamente annullato a Bolpin fa capire che è davvero dura: tecnico a Caja, -7, ma c’è ancora vita. Nessuno pare voler alzare bianca, non si sa come si torna pari a 98” dalla fine, ma una magata di Imbrò, che tira da casa sua, ammazza quel che era rimasto ancora integro. E il grazie ragazzi della Fossa, a fine gara, fa capire che si può vincere anche senza vincere.

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