Virtus, il punto dopo gara tre. Domani partita decisiva

Un deja vu. Come nella serie con Trento, anche contro Venezia la Virtus si trova sotto 2-1 e domani giocherà gara quattro spalle al muro, vincere o andare a casa. Gara 3 è stata a lungo illusoria, perché la Olidata ha condotto a lungo, trascinata da un Carsen Edwards perfetto, che però in attacco ha giocato da solo o quasi. E così quando Venezia è riuscita a rendere la partita “ruvida”, all’ex Bayern non si sono trovate alternative, anche perchè senza tre giocatori e con Hackett espulso le armi a disposizione di coach Jakovljevic erano quelle che erano. Peraltro Yago, che non giocava da un po’, in attacco il suo l’ha fatto, anche se in difesa ha sofferto parecchio Cole e Candi. Ma la chiave della partita va cercata nelle troppe palle perse (13), che hanno messo in partita l’attacco orogranata. Trenta punti subiti nell’ultimo quarto sono troppi, per sperare di vincere in trasferta in una semifinale playoff.
A riprova di un clima caldo e di un ambiente teso, a fine partita c’è stato anche un battibecco tra alcuni tifosi bianconeri e Alessandro Pajola, a cui sarebbe stato contestato l’aver abbracciato l’amico Leo Candi. Tutto evitabile, decisamente. Il capitano bianconero non ha rinnovato e tra qualche settimana saluterà la Virtus, certamente, ma lo farà dopo undici stagioni a Bologna. Difficile trovare una militanza più lunga, di questi tempi.
Detto questo, nulla è perduto. A Trento la Virtus ebbe una grande reazione in gara quattro, e così ce la si aspetta domani, sperando che Hackett e Vildoza - per motivi diversi - possano essere della partita. La squadra dovrà essere brava a non farsi prendere dal nervosismo, e a trovare almeno un secondo violino che dia respiro a Edwards.
