Alex Mumbrù si è presentato con una lunga conferenza stampa al Savoia Hotel Regency. 

"E' un onore per me essere qui in uno dei club con più storia del basket, tutti la conoscono. Sapevo cosa significava da giocatore essere in un posto come questo, ora inizio a scoprirlo anche da allenatore. Abbiamo tanti giocatori nuovi che devono capire quello che dovrà essere fatto, con l'obiettivo di migliorare giorno dopo giorno."
I giocatori sembrano entusiasti. "Una delle nostre prime idee era chiara: i tifosi devono essere orgogliosi del modo in cui combatteremo, vogliamo giocare bene in difesa, lottare, recuperare palla e correre. Evitare cose stupide in attacco e giocare di squadra senza forzare errori. I rimbalzi saranno importanti, dovremo correre anche dopo canestri subiti, e stare attenti anche ai rimbalzi offensivi, dato che nel basket attuale le squadre vincono anche grazie a questo controllo e per giocare in velocità"
Chi ti ha ispirato? "Aito, come coach. Da lui ho imparato tante cose, è uno dei migliori allenatori in Europa. Ho cercato di prendere tanto, da lui: nel basket di oggi tutti cercano di giocare in modo veloce, con tanti cambi, i giocatori si divertono di più, ed è il modo in cui abbiamo cercato di costruire la squadra"
Le differenze con il campionato spagnolo? "Non penso che sia superiore. Ogni lega ha il suo stile, qui abbiamo tanti giocatori che sono esordienti in Eurolega ma anche nel nostro campionato, e dovranno capire in fretta come ambientarsi"

Abbiamo un sacco di catalani nel basketball. “E' come a Bologna, In tutti i parchi c'è un canestro. E vedi i bambini con la palla in mano. In Catalogna è un po' lo stesso. Ok, il calcio è una parte super importante, ma il basket è forse il secondo sport, molto vicino al primo. Sono orgoglioso di essere catalano. Ormai nel basket ci sono tanti catalani, devo dire.”

Ispirarsi a Parigi? “Parigi, quando è arrivato Splitter aveva già una serie di giocatori che erano insieme da un po' di tempo e giocavano insieme da un po' di tempo. Sicuramente può essere una squadra vicina a quella. Abbiamo però una squadra giovane, quindi ci dovrà essere un processo di crescita generale. Sicuramente Parigi era una squadra che giocava veloce, quindi potrebbe essere paragonata a noi, ma di questo giocare veloce non dobbiamo solo parlarne, ma dobbiamo anche lavorare per arrivare a giocare in questa maniera. Sono qui da 10 giorni, da 6-7 giorni ci alleniamo tutti insieme, in realtà insieme non tutti, perché appunto c'è Kevin Kokila infortunato. La cosa chiara è che noi sappiamo come questa squadra può vincere, sappiamo come questa squadra può giocare e vuole giocare. E dobbiamo avere molto chiaro il nostro stile di gioco, la nostra, il nostro modo di approcciare.”

Un giudizio su Edwards? “L'anno scorso è arrivato a metà stagione all'Hapoel e non ha avuto tanti minuti. Qui da noi può occupare sia il ruolo di quattro sia il ruolo di tre, quindi può giocare in due posizioni. Così come altri giocatori che abbiamo scelto per cercare di coprire più posizioni, in modo da poter modificare l'assetto in caso di  infortuni, anche perché durante la stagione è molto difficile poi andare a trovare alternative sul mercato. Kessler è un buonissimo tiratore, è un giocatore molto atletico, è silenzioso. Di solito dopo 2-3 giorni di allenamenti si inizia a parlare, i giocatori iniziano ad aprirsi, lui è molto tranquillo, molto silenzioso e ovviamente è da pochissimi mesi che è in Europa, quindi anche questo sicuramente influisce. Però noi crediamo molto in lui e non sono assolutamente preoccupato. Se pensiamo di avere un solo go to guy in questa squadra, potremmo avere un problema. Non è così. Ci può essere Trent Frazer, ci può essere Wendell Moore, Marcus Carr, Alston, Kessler e a volte daremo la palla al giocatore che sarà più caldo in quel momento. La cosa fondamentale è che tutti all'interno della squadra hanno molto chiaro il loro ruolo."

Aliou Diarra da quattro? “E' un po' difficile, si potrebbe usare nella metà campo difensiva per la sua velocità. Però in attacco, soprattutto lui sarà quello che dovrà creare spazio per i tiratori, visto che questa è una squadra che vuole tirare tanto, tanto da tre. Sarà il nostro stile. Aliou è un buonissimo giocatore, ha tantissima energia, non è un gigante come magari può essere Tavares, ma forse è uno di quei lunghi più veloci, più veloce negli up and down, e quindi questo ci aiuterà sicuramente nel ruolo di 5.”

La difesa? "Sicuramente vogliamo che la nostra difesa sia importante, però, nell'ottica di non pensare alla vittoria o la sconfitta, ma al processo che dipende da quello che succede in campo. Se i giocatori danno il 100%, i tifosi dovranno essere orgogliosi di noi. Se noi abbiamo lottato su ogni pallone, ovviamente partendo da una difesa, da una difesa forte. Nella partita di ieri, soprattutto nel secondo tempo, ci sono state alcune volte in cui gli avversari non sono riusciti a tirare, sono arrivati allo scadere dei 24" del possesso e quindi questo sicuramente è un punto di partenza importante, la difesa e provare a correre. Ovviamente non sarà facile perché in questo momento anche le altre squadre stanno cercando di migliorare giorno dopo giorno e sono anche loro in preseason, però è questo quello che vogliamo fare."

Un coach straniero è un valore aggiunto? "Ho grande rispetto per gli allenatori italiani, Messina è uno dei migliori, ormai nel basket ci possono essere allenatori stranieri ovunque, funziona così. Mi piace il modo in cui gli allenatori italiani fanno giocare le loro squadre, io ho il mio stile e vorrei cercare di metterlo in pratica"
Ti hanno chiesto di vincere qualcosa? "Due anni fa avete vinto lo scudetto, ma di quella squadra è rimasto solo Hackett. E' normale che i tifosi vogliano vincere, vogliamo farlo anche noi, ma va capito che noi stiamo costruendo per il futuro. Sappiamo cosa sia la Virtus, e i tifosi devono vedere che noi lottiamo al 100% per la maglia che indossiamo"
Devi costruire la Virtus di Mumbru. "I giocatori e gli allenatori vanno e vengono, la Virtus resta. Noi sappiamo cosa vogliamo, e dobbiamo capire in che momento siamo: nello sport ci sono alti e bassi, non sempre puoi vincere, la cosa importante è fare sempre il meglio"
Cosa ti aspetti da questa esperienza? "Ciò di cui non si parla spesso è la chimica di squadra. Per noi dello staff ci potranno essere momenti in cui saremo lontani dalla squadra, vivendo in famiglia, ma la cosa importante è la chimica, qualcosa che in un attimo può essere distrutta. Creare un buon gruppo è fondamentale"
Sei amico dei giocatori? "Sono un coach che in campo è abbastanza duro, perchè serve disciplina. Fuori dal campo si parla, si soffre insieme, la cosa importante è il sostegno reciproco"
Un giudizio su Alston Jr.? "E' un giocatore importante per noi, può fare il 3 e il 4, adattandosi come tutti gli altri. Conosce bene la Virtus, il modo in cui si lavora qui, sono felice di poterlo allenare. Ieri ha giocato una buona partita, dura in difesa, ed è una delle cose che vogliamo da lui. E' stato top scorer, non so se lo sarà durante tutta la stagione, sono contento di averlo"
Hai giocato contro Hackett tanti anni fa. “Me lo ricordo. E' il nostro capitano, rappresenta i nostri valori, è come avere una Ferrari in garage che deve essere curata. Lui spiega ai compagni cosa sia la Virtus, sarà un punto importante”

Il video, grazie a Sportpress

 

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