POMPEA BOLOGNA

Fantinelli - voto 4,5 – (2pti, -, 1/1, -) - Come se fuori dal Paladozza lo costringessero a dirigere con una mano di meno, un occhio di meno, un polmone di meno, una gamba di meno, eccetera.
Robertson - voto 5 – (16pti, 6/8, 2/5, 2/4) - Non sempre messo nelle condizioni e in ritmo, poco ha nella propria cartella per metterci del suo. Poco conta il doppiacifrare a partita già in pentola.
Aradori - voto 5 – (9pti, 3/4, 3/4, 0/4) - Non si apre la scatola da lontano, fine della storia. Si lascia trascinare dalla corrente.
Mancinelli - voto 4,5 – (2pti, -, 1/5, 0/3) - Pare avere la svogliatezza di chi viene tirato giù dal letto e costretto a fare imprevisti straordinari. Non trova alternative ai cucchiai, e non ha forchette dietro per fermare gli avversari. E ne resta accoltellato.
Daniel - voto 4,5 – (4pti, -, 2/3, -) – Tra i tanti tritati da Jefferson all’alba, nulla fa e nulla prova per trovare alternative. Troppo in balia delle onde.
Stipcevic - voto 5 – (5pti, -, 1/3, 1/4) - La fa correre più di quanto non si dovrebbe, dietro ne azzecca poche, non capisce quando andare a 45 giri e quando invece a 33.
Cinciarini - voto 6 – (11pti, 3/3, 4/4, 0/2) - Salva la faccia, almeno, con la doppia cifra e la solita voglia di andare, almeno in attacco, a spizzicare ovunque ci sia modo e maniera di spizzicare.
Dallosto - voto 6 – (6pti, -, 0/1, 2/4) - Plusminus di grande positività, a dimostrare che almeno la capacità di mettersi laddove c’è bisogno ce l’ha. Poi è normale che manchino rudezze e altre cose, in attesa che gli venga concesso l’esordio al Paladozza, dove ancora ha zero minuti.
Stephens - voto 5,5 – (10pti, -, 5/7, -) - Piano piano prova a metterci qualcosa, e tra rimbalzi e recuperi, sebbene tanta roba arrivi con il treno già partito, salva almeno le cifre.


VIRTUS ROMA

Dyson - voto 6,5 – (14pti, 3/3, 4/7, 1/6) – Troppo facile superare la prima linea avversaria, poi nemmeno esagera.
Kyzlink - voto 6,5 – (11pti, 5/6, 3/4, 0/2) – Aspetta che la partita arrivi da lui senza esagerare.
Buford - voto 6,5 – (12pti, -, 6/13, 0/2) – 8 rimbalzi, tutt’altra fisicità rispetto agli avversari.
Alibegovic - voto 7,5 – (17pti, 3/4, 4/8, 2/2) - Uno dei tanti di famiglia che fa piangere il babbo. Spazza via quello che c’è da spazzare a inizio terzo quarto.
Jefferson - voto 7,5 – (21pti, 3/5, 9/14, -) – Non sanno da che parte prenderlo, lui non si fa prendere, ci prende spesso e volentieri.
Baldasso - voto 6 – (2pti, -, 1/4, 0/3) – Poco bisogno di andare oltre, anche se fa tanti sdeng.
Moore - voto 5 – (2pti, -, 1/1, -) – Al limite del non pervenuto.
Pini - voto 5,5 – (0pti, -, 0/1, -) – Non fa la gara dell’ex temuta alla vigilia, ma nemmeno serviva fare chissà cosa.




VERBA MANENT

Martino - Faccio i complimenti a Roma che ha strameritato questa vittoria, e chiedo scusa personalmente a tutti i tifosi che ci hanno seguito, qui o in televisione. Mi assumo le responsabilità di questa sconfitta, poi per tutto ciò che concerne l’analisi della partita è giusto rivederla nello spogliatoio. Le immagini sarano molto più chiare di ogni mia parola. Vero che giochiamo senza 4 e 5 titolare, ma proprio per questo mi aspettavo una partita diversa, che ognuno desse qualcosa di più per aiutare i compagni. Quando concedi rimbalzi, quando tre volte negli ultimi possessi lasci gli altri andare a canestro, c’è poco altro da dire. La prestazione è stata inadeguata per questo livello, me ne prendo la responsabilità. Non sono contento nemmeno del primo tempo, non abbiamo approcciato come avremmo dovuto, poi il secondo tempo è stato anche peggio, ma comunque non è stato un primo tempo adeguato. Siamo riusciti soffrendo a limitare i danni, poi difficile commentare il nostro inizio di terzo quarto. Lo step che dobbiamo fare è giocare meglio in trasferta: in casa troviamo motivazioni e pubblico che ci dà spinta, ma non possiamo pensare di andare bene al Paladozza e fare male in trasferta, non sarei contento nè io nè la società. Ci possono essere momenti di difficoltà ma non si possono prendere break di 15-0, li devi limitare. Non riusciamo a riproporre la stessa intensità: ok la scusante dell’assenza di Leunen, ma quando fai una partita del genere non è il problema delle assenze, oggi salvo solo Dellosto. Sims? Dalla prossima settimana inizierà a fare contatto, poi vista l’ecografia di Leunen abbiamo deciso oggi di metterlo nei 10, sarebbe stato anche disposto ad andare in campo ma non valeva la pena correre dei rischi, vista la gara. La regia? Il problema è su tutto il campo: non teniamo il palleggio, non prendiamo rimbalzi, e Roma ha avuto 2-3 possessi ad azione. Errori, mancanza di concentrazione, da questo punto di vista dobbiamo crescere perchè in trasferta è faticoso recuperare parziali importanti.

Carraretto - Credo sia giusto indirizzare la squadra a capire che non deve cambiare il modo di giocare tra casa e trasferta. Due indizi sono pesanti nel nostro cammino, è giusto riprendere i giocatori e far capire loro che i punti in trasferta, contro squadre della parte bassa della classifica, sono importanti. Non abbiamo avuto reazione quando siamo andati in doppia cifra di svantaggio. Non è concentrazione, ma il modo in cui approcciamo le partite, e mi sorprende dato che abbiamo tanti giocatori esperti di questa categoria. La partita brucia, ha lasciato il segno, dobbiamo capire ancora più di Varese dove dobbiamo migliorare e cercare certezze lontano dalle mura amiche. Le assenze? Chiaro che non eravamo al 100%, ma in una situazione di emergenza, specie quella di Leunen avvenuta a poco dalla palla a due, tutti dovevano dare qualcosa di più. Speriamo che Sims rientri a breve, per essere disponibile nella gara con Pistoia e dare quello che aveva già dato in precampionato. Ora come si riparte? Con la capacità di resettare, capire dove abbiamo sbagliato e andare avanti, dato che questa partita non la si può rigiocare. Siamo in linea con le idee di inizio anno, mi aspettavo una prova diversa, complimenti a Roma: la differenza a rimbalzo si è notata. Pensiamo ad essere pronti per la prossima partita.
1400 ISCRITTI PER IL CANALE TELEGRAM DI BOLOGNABASKET
LO SFOGO DI MATTEO BONICIOLLI