Aradori, "Un ritorno in Fortitudo? C'è tempo per pensarci, ma non lo escludo"
Pietro Aradori è stato ospite di Sport Club su E-Tv.
Hai già aperto la stagione in Romagna! “Qualche toccata e fuga, quando c'è il sole”
Hai giocato tutte le partite, sei fisicamente in salute! “Un campionato a 36 partite, le ho giocate tutte”
Non è stata una stagione entusiasmante, per Forlì. “Al di sotto delle aspettative, e le prestazioni individuali vanno di pari passo con quelle della squadra. Siamo arrivati nella posizione di classifica che non ha dato alcun tipo di playin o playout, ma abbiamo rischiato. Ci sono stagioni di questo tipo, in cui devi cambiare gli obiettivi in corso d'opera, e non è mai facile”
La Fortitudo ora affronta Verona, che pare molto più forte, a differenza di Avellino con cui era forse pari. “Non penso che fosse al pari di Avellino. Verona è una bella squadra, erano partiti per dominare il campionato poi hanno avuto tante problematiche, ma sono forti”
Chi passa? “Verona può avere un roster migliore, ma la differenza lo fa il fattore campo, quello dove la Fortitudo non parte certo da 0-0. Portare 5500 persone a partite di A2, a maggior ragione ora nei playoff, è tanta roba: per vincere al Paladozza devi avere gente che si scalda in quell'ambiente”
In Fortitudo, ne hanno parlato con il nuovo procuratore di Caja Puccio La Penna, stanno cercando giocatori che hanno l'appartamento a Bologna. Tu ce l'hai: se ti chiamassero? “Non voglio che esca il titolo per cui mi sto proponendo”
Ad ogni modo, stai fisicamente bene e hai la Fortitudo nel cuore: senza Caja, potresti avere un ruolo? Tu sei ancora un giocatore di serie A. “Non è nè il luogo nè il momento per dirlo, stanno giocando i playoff e tutto è in divenire. Voi sapete l'affetto che ho per la Fortitudo, ma ci sono tante cose che dovrebbero incastrarsi”
Quindi, titolo “C'è tempo ma non lo escludo”? “Esatto”
La Virtus, pur senza Alston, può vincere il campionato? “Hanno fatto una regular season eccezionale. Alston è fondamentale così come lo è Pajola: al netto del fattore campo rimane una favorita, così come Milano”
La frattura patita da Alston non riguarda la mano con cui tira: potrebbe giocare con un tutore? “Non sono un chirurgo, ma da giocatore, se fosse successo a me o ad altri che hanno avuto un infortunio simile, è qualcosa che influenza molto. Devi palleggiare con la sinistra, quando arriva un pallone devi cercare di riceverlo, quindi è difficile non farsi influenzare anche se coinvolge la mano debole”
C'è stata una querelle tra Fantinelli, Mazzola e Caja. Sono cose su cui forse si drammatizza troppo? Magari in campo si litiga spesso. “Fantinelli e il coach si conoscono e lavorano insieme da 3 anni, si stimano reciprocamente, quindi la cosa non avrà ripercussioni sui playoff. Il problema è finire sotto i riflettori, tanto che nel calcio ora spesso si parla con la mano davanti alla bocca. Se succede qualcosa davanti a 5000 persone tutto si ingigantisce, magari in un'altra società o in un altro palazzetto ci sarebbe stata meno risonanza”
Con Caja tu a volte sei stato costretto a tapparti la bocca? “Diciamo di sì. Non ricordo quando ma sicuramente è successo”
Fantinelli ha giocato con il dolore: come sta? “In un momento come questo evito di fargli domande. Non è in dubbio il suo attaccamento alla maglia, la partita di ieri è la prima di tante, nei playoff, in cui farà la differenza assieme ai due stranieri”
E' possibile pensare che Bologna-Verona sia una finale anticipata? “Pesaro sta avendo problemi nel suo quarto di finale, è stata costretta anche a cambiare palasport, questo potrebbe influire”
In Virtus cosa è cambiato in questi mesi? “Non conosco nè Ivanovic nè Jakovljevic, sicuramente Ivanovic è tosto: io ho giocato con un suo ex come Rakocevic, e mi raccontava che con lui bisogna sempre essere in riga. Non so cosa possa essere cambiato in Virtus, di certo hanno una signora squadra: basta toccare i tasti giusti, e possono vincere senza problemi contro chiunque”
Il cambio in Virtus può essere stato simile a quello, a Milano, tra Messina e Poeta? “Poeta è più avanti, perchè ha già esperienza come capo allenatore arrivando in finale scudetto. Poi quel cambio a Milano era previsto, in Virtus non penso lo fosse”
A Brescia dicono che c'è una società tale per cui tutti potrebbero allenare e fare bene. “Non penso sia così. Hanno programmato, ci sono giocatori che sono stati confermati, se c'è programmazione si possono ottenere grandi risultati. Mi fa sorridere quando dicono che al Real Madrid di Ancelotti potrebbe allenare chiunque: poi lo mandano via ma lo devono richiamare… Non c'è mai nulla di scontato”
Tu conosci sia Caja che Ramagli, pregi e difetti? “Caja lo conoscete bene, è molto rigido, ha le sue regole e con lui si deve fare il 100% di quanto dice, questo può essere un pregio ma anche un difetto se le cose non vanno bene. Ramagli ha esperienza e conoscenza, lascia più liberi i giocatori di esprimersi, sono comunque due signori allenatori. Sarà una bella sfida”
Cosa farai l'anno prossimo? “Non lo so ancora”
A fine carriera? “Mi tengo aperte più porte, conta essere preparati e conoscere quello che si va a fare in qualsiasi ambito. Intanto vorrei continuare a giocare, sto bene, ho recuperato da varie cose, questa è la mia idea"
Hai una grande linea di abbigliamento! Sei un imperatore della moda! “E' qualcosa di parallelo che non intacca quanti seguire e giocare a basket”
Se tu dovessi scegliere un allenatore, a chi ti sentiresti più vicino tra quelli che hai avuto? “Senza togliere nulla agli altri, direi Luca Bechi. E' uno che sa valorizzare i giocatori che ha. Io ho giocato con lui quando dovevo esplodere, da giovane, e a Biella non riuscivo a venire fuori. Se sbagliavo non mi puniva. Poi le cose sono andate meglio, e io rimango molto legato a lui”
