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(foto Virtus Bologna)
(foto Virtus Bologna)

Dalle stelle alle stalle in 48 ore. Questo è il bello e il brutto dei playoff, dove ogni partita fa storia a sé. Scintillante in gara 1, ieri la Virtus è stata tutt’altra cosa, anche perchè Trento è salita nettamente di colpi. Ma, oltre a riconoscere i meriti avversari, in casa bianconera ci sono da fare parecchi mea culpa. Per la difesa e l’atteggiamento - lontani parenti di quelli messi sul campo domenica - per la circolazione offensiva stentata, e anche per qualche scelta poco comprensibile dalla panchina, in particolare quella di tenere in panchina l'ottimo Morgan per tutto l’ultimo quarto, nonostante Edwards fosse deleterio. Jakovljevic ha spiegato di averlo fatto per proteggerlo dopo il rientro e non rischiare nuovi infortuni, ma vista la situazione probabilmente nei 2-3 minuti finali sarebbe servito più lui dell’ex Bayern, che ieri era davvero in serata no, e oltre a sbagliare tutto lo sbagliabile si è pure beccato con il pubblico.

Chiaramente, la tegola Alston non è ancora stata metabolizzata. La Olidata ha perso il suo giocatore più in forma, e l’unico in grado di aprire il campo giocando sia da esterno che da lungo. Una perdita molto grave, che il ritorno al 100% di Morgan potrà solo parzialmente compensare. Di sicuro c’è la necessità e l’urgenza di recuperare Pajola, e poi il coach serbo avrà le carte in mano per poter operare scelte ponderate. Intanto però la serie si è enormemente complicata, e ora Trento ha il vantaggio del fattore campo. Tra venerdì e domenica bisognerà tornare a casa almeno con una vittoria, altrimenti la stagione sarà già finita. Perchè non sia così, rispetto a ieri servirà un netto cambio di passo. 

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