Cavina, "Dovremo rappresentare un popolo che si fonda su valori importanti"

Le parole di Demis Cavina a Fortitudo Talks.
"C'è una particolarità, quando vieni a giocare al Paladozza, anche da avversario: salire le scale dagli spogliatoi e vedere una arena viva. E' emozionante, e averla dalla mia parte sarà un aiuto per iniziare la stagione nel migliore dei modi e con una carica alle stelle.
“Il mio primo ricordo Fortitudo è legato alla adolescenza, treno da Castel San Pietro, pizza da Altero e curva, in un tempo in cui la pallacanestro non era ancora così parte della mia vita. Ricordo Albertazzi, Dallamora, Bucci, vorrei citarli tutti. Era una Fortitudo con una anima, una identità concreta, e vorrei continuare su quella mentalità, cosa rappresentava vedere quei giocatori”
“Io sono un allenatore che ha iniziato molto presto come senior, ho cercato di carpire subito da colleghi illustri e da queste parti ce ne sono tanti. Con la Fortitudo ho avuto i primi rapporti con Recalcati, che ai tempi in cui io ero a Castel Maggiore si fermava sempre con me. Poi ho cercato di crearmi una mia idea su quel che deve fare una squadra, principalmente dare il massimo”
“Stiamo costruendo una squadra che ha una base importante, con giocatori che hanno già giocato qua e che daranno l'esempio ai nuovi. E' attraversi gli esempi che si aiuterà a velocizzare il processo di apprendimento, cercando di vincere in un campionato difficilissimo e con una pallacanestro che deve essere energica e fisica. E per questo servirà lavorare fin dal primo giorno con voglia e abnegazione, sapendo che chi c'è dietro ci darà spinta e responsabilità. Dovremo rappresentare un popolo che si fonda su valori importanti che andranno tramutati in campo. Questa spinta non deve essere una pressione ma un motore, e a pensarci mi viene la pelle d'oca. L'impegno che metterò è trasferire le mie emozioni, creando un gruppo coeso e con ‘condivisione’ come parola d'ordine. Ottenere risultati e soddisfare i giovani così come lo sono stato io”
“Anche in passato ho avuto diversi abboccamenti con la Fortitudo, ma non era il momento. Ci ho messo veramente poco ad accettare, e l'emozione più grande è stata il giorno dell'ufficialità, con una ondata di messaggi e telefonate che mi hanno fatto capire che ci si deve rimboccare le maniche. Il sogno è diventato realtà, ora c'è la responsabilità di dare il massimo e trasmetterlo ai giocatori. Questa è una piazza speciale in una città speciale”
“Vorrei aprire il nuovo corso ringraziando chi ha creduto in me, in primis Guerri e Gentilini con cui abbiamo subito parlato per creare lo staff. Insieme a loro vogliamo creare un gruppo di lavoro giovane e affiatato e che dia soddisfazioni”
