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Il 4 aprile del 1926, a Milano, scese in campo per la prima volta la Nazionale maschile. Presso il Poligono della Cagnola, in Piazzale Accursio, si giocò Italia-Francia, amichevole conclusa con la vittoria della nostra Squadra (per l’occasione in maglia bianca) col punteggio di 23-17. Allenatore Marco Muggiani, primo CT Azzurro di sempre.

Il 2026 segna dunque il centesimo anno di attività della Nazionale Senior maschile, che ad oggi conta 1.568 partite giocate, 121.464 punti fatti e 496 Azzurri impiegati.

A partire da domani e per tutto il 2026, la Federazione Italiana Pallacanestro metterà in campo una serie di attività con le quali intende celebrare e ricordare questi 100 di grandi emozioni, vittorie e sconfitte, lacrime e sorrisi. Si parte domani, 4 aprile, con un video emozionale della durata di 100 secondi, all’interno del quale si ripercorrono i momenti salienti della nostra Nazionale.

Il 18 aprile verrà inaugurato a Bologna il MUBIT, MUseo del Basket ITaliano. Il debutto del MUBIT presso l’iconico PalaDozza di Basket City sarà caratterizzato anche da una grande mostra: “Italbasket, oltre 100 anni di un infinito Azzurro” che ripercorre i grandi trionfi e le sfide della Nazionale, maschile e femminile, dal 1921, anno di fondazione della Federazione Italiana Pallacanestro, fino ai giorni nostri. Il MUBIT sarà una vera e propria agorà del basket, con aree didattiche per giovani, scuole e famiglie, oltre che uno spazio eventi per incontri, presentazioni e attività che promuoveranno il futuro della pallacanestro. Il progetto del Museo è stato sviluppato insieme alla FIP, che svolge un ruolo fondamentale di supporto e che ha messo a disposizione le sue competenze e risorse nel settore del basket.

Il 27 maggio il MUBIT ospiterà la presentazione della Maglia celebrativa realizzata da Macron in collaborazione con la FIP che la Nazionale Maschile indosserà nel corso del 2026: una Special Edition che verrà lanciata in commercio il giorno stesso e che racconta questi 100 anni attraverso i suoi protagonisti. Nell’occasione sarà presentato anche il kit che le Azzurre utilizzeranno al prossimo Mondiale di Berlino.



I trionfi degli Azzurri, le mille Storie collegate alla Nazionale, i personaggi più importanti che hanno onorato la Maglia Azzurra saranno poi i temi ricorrenti dei tanti contenuti che la FIP realizzerà e pubblicherà nei prossimi mesi su tutte le proprie piattaforme digitali.

Qualche esempio? Il gancio di Renzo Bariviera che nel 1970 valse il primo successo Azzurro sugli Stati Uniti, la storica vittoria sull’Unione Sovietica ai Giochi Olimpici di Mosca 1980, le indimenticabili voci di Aldo Giordani e Franco Lauro che hanno raccontato per decenni le gesta degli Azzurri, il colpo al torneo Pre-Olimpico di Belgrado che ci ha riportato alle Olimpiadi dopo 17 anni, il record di 46 punti realizzati da Antonello Riva alla Svizzera, il ricordo degli Azzurri che ci hanno lasciato prematuramente.



Dal 4 aprile e per tutto l’anno 2026, su tutte le piattaforme digitali e social della FIP ci saranno contenuti editoriali inediti che attraverso uno storytelling variegato racconteranno, in molti casi attraverso la voce e i ricordi dei protagonisti, tutti coloro che a vario titolo hanno costruito, gara dopo gara, il mito della Nazionale di basket: gli atleti da Guido Brocca a Sal Niang; i Commissari Tecnici da Elliott Van Zandt a Nello Paratore, Giancarlo Primo e Alessandro Gamba; gli arbitri che hanno diretto le gare amichevoli Azzurre da Aldo Albanesi a Gianluca Mattioli; le grandi aziende che hanno impreziosito la Maglia come i partner attuali ITA Airways, IBSA e Macron.



Inoltre, tutte le partite disputate dalla squadra di coach Luca Banchi nel 2026 costituiranno momenti preziosi per ricordare il Centenario della Nazionale, attraverso l’organizzazione di eventi e conferenze stampa a cui saranno invitati ospiti internazionali e personaggi da sempre vicini alla pallacanestro italiana e ai colori Azzurri.

 


Non ci sono parole migliori di quelle utilizzate da Dino Meneghin, per fotografare i 100 anni della nostra Nazionale e lo spirito trasmesso di generazione in generazione dagli Azzurri: Giovanissimo giocai un torneo a Mannheim, in Germania, e alla fine gli italiani presenti in tribuna ci portarono in trionfo. L’indomani fummo scortati in stazione da un corteo festante, un tripudio di tricolori: “Salutateci l’Italia – ci dissero – che ci manca tanto”. Quel  giorno capii esattamente cosa significasse quella Maglia per tutti i nostri connazionali, soprattutto per quelli costretti a emigrare. Da quella volta, tutte le volte che ho giocato all’estero una partita con la Nazionale ho individuato una bandiera tricolore durante il riscaldamento e mi sono detto sottovoce: “Oggi gioco per te”. Non potevo garantire la vittoria di quella partita, ma che avrei dato il 110% certamente sì!“.



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