Ecco come i "rookie" della NBA si adattano al campionato prima del debutto
Il termine rookie può essere tradotto con matricola, ma anche con una parola più simpatica, come “novellino”, perché indica un professionista al suo primo anno in uno sport o in un determinato lavoro.
Quando un cestista giovane viene scelto da una squadra NBA, il lavoro verso il debutto non comincia in campo durante il suo esordio, ma molto prima, perché le franchigie cercano di costruire le abilità del professionista in questione, partendo proprio dall’alimentazione, prima di scegliere le schede tecniche degli allenamenti e il lavoro mentale da svolgere per migliorare la resistenza alla pressione e ai numerosi impegni del campionato, più eventuali playoff.
Il primo passo nutrizionale
Uno degli aspetti più importanti per i rookie è l’alimentazione, perché l'obiettivo è quello di migliorare le caratteristiche fisiche di ogni atleta, quindi partire da un piano nutrizionale adatto allo scopo è il primo passo.
Come spiega Carlos Sánchez, specialista in nutrizione umana e dietetica dell’azienda spagnola HSN, ogni nutriente come carboidrati, proteine, sali minerali, ma anche integratori naturali come il tribulus terrestris vengono valutati attentamente e inseriti in base alle esigenze personalizzate del cestista. L’obiettivo è fornire le energie giuste per il ruolo ricoperto, ma anche tutti gli elementi nutrizionali per quanto riguarda la costruzione dei muscoli e il recupero fisico dopo allenamenti e match.
Piano di allenamento lontano dai riflettori
Ecco un altro elemento fondamentale per l’adattamento dei rookie nel campionato NBA, perché prima dell’esordio ufficiale, i giovani atleti devono trascorrere settimane lontano dai riflettori, per concentrarsi sugli allenamenti intensi e sulle sedute atletiche.
L’obiettivo è costruire il fisico per mantenere il livello alto per tutta la stagione, compresi eventuali playoff, ma anche lavorare sulla mentalità, perché questo campionato richiede una resistenza e una capacità psichica di livello alto.
La Summer League e il supporto dei giocatori veterani
Ogni franchigia è come una grande famiglia e questo è il mood di ogni grande squadra sportiva, perché gli atleti più esperti devono aiutare i rookie ad ambientarsi e perché no, fornire tutti i consigli giusti per esordire alla grande.
La Summer League è fondamentale per stringere un rapporto solido e lavorare sul gruppo, inoltre, in questo breve periodo le nuove leve hanno l’opportunità di affrontare le grandi squadre e i grandi giocatori: un tirocinio formativo mentale e fisico importantissimo.
Anche i dettagli più piccoli sono fondamentali per la costruzione della mentalità, come viaggi, preparazione alle gare, fino alla semplice organizzazione della giornata durante il pre match.
La tenuta mentale prima del grande giorno
Poi arriva il giorno dell’esordio e il processo di adattamento non riguarda soltanto il fisico, ma come già accennato anche la mente. L’attenzione mediatica importante potrebbe giocare brutti scherzi e alcuni giocatori che arrivano in NBA dopo essere stati anche già protagonisti, potrebbero non sopportare la pressione.
L'allenamento mentale è fondamentale per partire alla grande, questo non significa necessariamente fare una performance eccellente, ma possedere delle basi solide su cui costruire l’intera stagione, ecco perché alimentazione, piano di allenamento, pratica nella Summer League e team working con il resto del gruppo, rappresentano tutti elementi di un unico insieme che devono essere coltivati nei minimi dettagli.
