l PalaDozza compie 70 anni: dal "piccolo Madison" alle nuove ambizioni di Virtus e Fortitudo
Lo storico impianto di piazza Azzarita, inaugurato nel 1956, si prepara a festeggiare sette decenni di storia cestistica bolognese proprio mentre Virtus e Fortitudo costruiscono le rispettive squadre per la stagione 2026-2027, in un'estate che intrec
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Il 9 agosto 1956 il sindaco Giuseppe Dozza e il presidente del CONI Giulio Onesti inaugurarono a Bologna un impianto che avrebbe cambiato per sempre la storia dello sport cittadino. Settant'anni dopo, quel palazzetto di piazza Azzarita, oggi conosciuto come PalaDozza, si prepara a celebrare l'anniversario con un evento speciale fissato per il 12 settembre, data in cui nel 1956 si disputò la prima partita ufficiale: un'amichevole internazionale tra Italia e Polonia, vinta dagli azzurri 70-54. Le celebrazioni comprenderanno un'amichevole della Fortitudo contro Livorno e un appuntamento al MUBIT, il museo bolognese che oggi, in coincidenza con il settantesimo, ha aperto le porte gratuitamente ai visitatori.
Il "piccolo Madison" tra concerti storici e finali europee
Conosciuto da generazioni di tifosi come "il piccolo Madison", per la somiglianza con la celebre arena newyorkese, il PalaDozza ha una capienza di circa 5.570 posti a sedere e ha ospitato negli anni molto più che semplice pallacanestro. Nel 1966 fu la sede della Final Four della Coppa dei Campioni europea, l'antenata dell'attuale EuroLeague, vinta dalla Simmenthal Milano davanti a 8.000 spettatori. L'anno seguente, il 5 aprile 1967, l'impianto ospitò il primo concerto italiano dei Rolling Stones, aprendo la strada a esibizioni di artisti come Jimi Hendrix, Elton John, Deep Purple e Luciano Pavarotti.
Il palazzetto venne intitolato ufficialmente a Dozza nel 1996, in occasione del quarantesimo anniversario, con una cerimonia che vide scoprire un busto dello scultore Luciano Minguzzi, collocato nella zona della curva "Nannetti". All'esterno dell'impianto, in via Nannetti, fu posta anche una targa dedicata allo stesso Dozza e un'altra in memoria di Giulio Onesti, protagonista al pari del sindaco nella nascita del palazzo. Quella cerimonia, che ricalcava molte delle iniziative previste anche per il settantesimo, comprese una mostra fotografica sulla storia del vecchio "Madison" e un annullo filatelico dedicato ai francobolli, a testimonianza di quanto l'impianto sia sempre stato più di un semplice luogo sportivo per la città.
Proprio quella storia, fatta di date e cerimonie ufficiali, custodisce un piccolo mistero mai risolto: la chiave simbolica consegnata da Onesti a Dozza il giorno dell'inaugurazione, esposta per decenni in una teca, è scomparsa durante i lavori di ristrutturazione del 1999. Nonostante le ricerche condotte dall'attuale gestore dell'impianto, Bologna Welcome, in occasione dell'anniversario, della chiave non si è mai più trovata traccia.
La Fortitudo riparte da un organico rinnovato
Mentre il palazzetto si prepara a guardare al passato, le due squadre che lo hanno reso celebre lavorano al presente. La Fortitudo Pallacanestro Bologna 103 ha costruito un roster in gran parte nuovo sotto la guida di coach Demis Cavina, che ha parlato di un luglio "intrigante e pieno di appuntamenti" in una recente intervista al Carlino di Bologna. Cavina ha sottolineato la duttilità del gruppo e l'ambizione di competere tra le prime otto squadre del campionato, indicando in Sassari, Brindisi, Rimini e Livorno le principali candidate al vertice.
Tra i rinforzi arrivati in queste settimane spicca l'esterno statunitense Jamel Morris, atterrato a Bologna dopo un lungo viaggio da Columbus, in Ohio, con scalo a Toronto.
Per chi riempirà piazza Azzarita da ottobre, l'estate è la stagione delle previsioni: si confrontano statistiche di campionati minori, si cercano highlight su YouTube, si prova a immaginare come Morris si adatterà al ritmo della A2. È la stessa attitudine al pronostico che ha costruito, in parallelo allo sport, un intero comparto di intrattenimento regolato - dai fantasy game alle promozioni degli operatori autorizzati come quelle della ruota della fortuna con bonus recensite da Gambling.com.
Il principio, del resto, vale per qualsiasi sport in cui una squadra si ricostruisce ogni estate: anche nel calcio italiano si è discusso a lungo di come le grandi scommesse di mercato possano rivelarsi vincenti o fallimentari a seconda del contesto in cui un giocatore viene inserito, più che del solo talento individuale, come dimostra un'analisi dei colpi di mercato più audaci nella storia del Milan. La stessa logica, con le dovute proporzioni, guida le scelte di Cavina in casa Fortitudo: costruire un gruppo equilibrato conta più di inseguire il singolo nome altisonante.
La Virtus tra impegni internazionali e la Supercoppa
Sull'altro fronte cittadino, la Virtus Pallacanestro Bologna si avvicina al raduno fissato per il 24 agosto con diversi big impegnati nella finestra delle nazionali FIBA: Alessandro Baldasso e Gabriele Ferrari con l'Italia, Momo Diarra con il Mali, Klintman con la Svezia e Kokila con l'Angola. Anche coach Alex Mumbrù sarà assente nelle prime fasi della preparazione, essendo coinvolto con la nazionale tedesca, lasciando ai suoi assistenti la gestione delle prime sedute.
Il calendario delle amichevoli, ufficializzato dal club, prevede l'esordio giovedì 3 settembre a Rimini, seguito dalla trasferta di Parma del 9 settembre contro Tortona per il Memorial Bertolazzi e dal test di Pesaro dell'11 settembre contro la squadra di Matteo Accorsi. L'unica amichevole casalinga sarà quella del 16 settembre contro la Maxima Roma, ultimo impegno prima della Supercoppa Italiana in programma il 19 e 20 settembre. Un calendario fitto, che dovrà fare i conti con le assenze legate agli impegni internazionali proprio nelle settimane più delicate della preparazione.
Una città, due strade verso la stessa stagione
Il PalaDozza, con la sua storia di partite leggendarie e concerti memorabili, resta il simbolo di una tradizione cestistica che continua a rinnovarsi. Mentre l'impianto di piazza Azzarita si appresta a soffiare settanta candeline, Bologna guarda già alla prossima stagione con due squadre che, pur seguendo percorsi diversi, condividono la stessa ambizione di riportare gioia ai rispettivi tifosi. La combinazione tra memoria storica e nuovi progetti tecnici rende questa estate bolognese particolarmente ricca di significati, in una città che il basket lo vive e lo respira da sette decenni.