La lotta contro il linfoma di Hodgkin di Giulia Artoni, ex addetta stampa di Cento, diventerà una mostra fotografica
Volto conosciuto nel mondo del basket bolognese per essere stata la (ottima) addetta stampa della Benedetto Cento qualche anno fa, Giulia Artoni ha raccontato in questi mesi sul proprio profilo Instagram la sua problematica di salute, da quando cioè in aprile le è stato riscontrato il linfoma di Hodgkin. A Repubblica ha spiegato che la sua battaglia diventerà anche una mostra fotografica, chiamata “Linfa”.
"Sono in cura in cardiologia da quando sono piccola, per un problema congenito. Nel 2025 il radiologo ha visto una formazione nel mediastino, tra il cuore e i polmoni. E mi ha prescritto un controllo a sei mesi. Per quello che è successo dopo devo veramente ringraziare il mio medico di base, Gabriele Magagni. Sei mesi dopo il nodulo era ancora lì, ma io non avevo sintomi: né sudori, né febbre, né pruriti, non avevo subito un dimagrimento improvviso. Lui però ha insistito per farmi la Pet e da lì è cominciato tutto. A tanti ragazzi in ospedale non è successo e la loro diagnosi è stata tardiva.
Quando ho ricevuto il referto dell'istologico. Ero in casa da sola, i miei erano via per lavoro. Me l'hanno caricato sul fascicolo sanitario, sarebbe stato meglio dirmelo a voce. Per il resto però al padiglione 8 del Policlinico ho trovato grande competenza e umanità. Prima ho fatto tutti gli interventi per conservare la fertilità, congelamento degli ovuli e del tessuto ovarico. Poi a giugno ho iniziato la chemio.
Perchè l'ho raccontato? Innanzitutto per me. Da sempre raccontare, portare fuori quello che sento dentro mi aiuta a gestire meglio le emozioni ed è stato così anche per la paura di questa cosa. Poi ho scoperto che è servito anche a tanti altri. Mi hanno scritto ragazzi e ragazze da tutta Italia dicendo che seguirmi per loro è stata una medicina. Tra l'altro ieri è stata giornata mondiale di sensibilizzazione al linfoma.
La mostra fotografica sarà dedicata ai tanti ragazzi che ho conosciuto in questo percorso, me compresa. Alla linfa, alle nostre passioni. C'è Ludovico, che ha continuato a fare il personal trainer e il fisioterapista durante le cure. O Andrea, ed è un grande appassionato di vela, la sua linfa è stata il mare. Poi c'è Sara che ha avuto un percorso di diversi mesi, difficile. Sono tutti di Bologna.
Questo è un tumore che risponde bene alle cure, con un alto tasso di remissione completa. Io la chemio l'ho tollerata abbastanza bene, ho sempre continuare a vedere gli amici con la mascherina. Mi ha aiutato essermi ammalata d'estate. Certo perdi i capelli e quello tocca parecchio. Io li ho persi subito, alla seconda infusione. Adesso stanno ricrescendo ma a volte esco senza turbante: ho deciso di fregarmene. Non devo vergognarmi di niente. E poi ho una bella testa"
Non serve dire che tutta Bolognabasket, ma anche tutto il mondo sportivo bolognese, fa il tifo per lei.