nba camp
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(Foto Mauro Donati)
(Foto Mauro Donati)

Clonateli, quei ferri, perchè alla fine sta tutto in questo, ovvero che al Paladozza si fa canestro, fuori no. Ok, ci sono una serie di note a piè pagina: il fattore campo serve per questo, e un conto è aprire una scatola a Verona, un conto è farlo a Bologna contro una Mestre rimaneggiata (consiglio per i giornalai seri: numerare tutte le partite in cui o la Effe o le avversarie hanno giocato senza un straniero. O li fanno di cartapesta, o ai nostri tempi c'erano in giro fusti più fusti). Però ieri la Fortitudo si è tolta la scimmia dalle spalle quasi subito, e dopo un inizio difensivamente morbido ha poi fatto un immediato 20-1, e tutto già praticamente archiviato cercando di non farsi male e di non sudare più di tanto, visto che mercoledì si torna a giocare. Tutti felici, tutti tranquilli, tutti sorridenti.

Anni e anni fa, qualche furbone londinese si era inventato la vendita di bombolette spray con dentro del presunto respiro dei Beatles. Ecco, alla prossima trasferta andrebbe fatto così: ad ogni giocatore Fortitudo venga confezionata una bomboletta con dentro il respiro del Paladozza, i rutti del post birra dei tifosi, varie ed eventuali. Si farà di tutto, per rendere più allineate le prestazioni. Comunque, scherzi a parte, ieri è funzionato praticamente tutto, e alla fine bene Caja ad usare un po' di bastone e un po' di carota, ricordando che l'attenzione deve essere attivata fin dalle prime battute. Lontano da porta Lame, certe cose, si sa che portano al disastro.

Innamoratissimo - Tutto beme appunto. I 13 assist di Fantinelli, le triple di un po' tutti, e soprattutto l'utilità di Perkovic, che dovrà davvero dare quel qualcosa che è spesso mancato. E, ovviamente, il triste saluto della Fossa, affranta, al Presidentissimo. I buffet, senza di lui, non saranno più la stessa cosa.

In preda ad uno spasimo - Lasciamoli respirare, dai.

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