Flats Service Fortitudo Bologna - Gemini Mestre, il dopopartita

Clonateli, quei ferri, perchè alla fine sta tutto in questo, ovvero che al Paladozza si fa canestro, fuori no. Ok, ci sono una serie di note a piè pagina: il fattore campo serve per questo, e un conto è aprire una scatola a Verona, un conto è farlo a Bologna contro una Mestre rimaneggiata (consiglio per i giornalai seri: numerare tutte le partite in cui o la Effe o le avversarie hanno giocato senza un straniero. O li fanno di cartapesta, o ai nostri tempi c'erano in giro fusti più fusti). Però ieri la Fortitudo si è tolta la scimmia dalle spalle quasi subito, e dopo un inizio difensivamente morbido ha poi fatto un immediato 20-1, e tutto già praticamente archiviato cercando di non farsi male e di non sudare più di tanto, visto che mercoledì si torna a giocare. Tutti felici, tutti tranquilli, tutti sorridenti.
Anni e anni fa, qualche furbone londinese si era inventato la vendita di bombolette spray con dentro del presunto respiro dei Beatles. Ecco, alla prossima trasferta andrebbe fatto così: ad ogni giocatore Fortitudo venga confezionata una bomboletta con dentro il respiro del Paladozza, i rutti del post birra dei tifosi, varie ed eventuali. Si farà di tutto, per rendere più allineate le prestazioni. Comunque, scherzi a parte, ieri è funzionato praticamente tutto, e alla fine bene Caja ad usare un po' di bastone e un po' di carota, ricordando che l'attenzione deve essere attivata fin dalle prime battute. Lontano da porta Lame, certe cose, si sa che portano al disastro.
Innamoratissimo - Tutto beme appunto. I 13 assist di Fantinelli, le triple di un po' tutti, e soprattutto l'utilità di Perkovic, che dovrà davvero dare quel qualcosa che è spesso mancato. E, ovviamente, il triste saluto della Fossa, affranta, al Presidentissimo. I buffet, senza di lui, non saranno più la stessa cosa.
In preda ad uno spasimo - Lasciamoli respirare, dai.
