La Virtus sconfitta a Sofia dall'Hapoel Tel Aviv

HAPOEL IBI TEL AVIV – VIRTUS COSTA BOLOGNA 90 - 81 (23-25; 13-23; 28-14; 26-19)
La striscia vincente della Virtus si ferma a Sofia. Un grande primo tempo aveva illuso e fatto sognare, ma nei secondi venti minuti i valori dell’Hapoel Tel Aviv sono venuti a galla. Dopo i 48 punti realizzati nei primi due quarti, la Costa si è schiantata contro la difesa di Itoudis che è progressivamente salita di livello. MVP dell’incontro l’ex Olimpia Leday, autore di una doppia doppia da 22 punti e 10 rimbalzi. Per gli uomini di Mumbrù si è trattata di una dura, ma utile lezione che fa parte del percorso di crescita di questo gruppo.
Cronaca: in apertura l’Hapoel prova a tenere i ritmi compassati e dare la palla sotto. L’ingresso di Diarra però dà una scossa ai bianconeri. In pochi secondi due stoppate, e di là una raffica di Alston per il primo vantaggio: 8-13. C’è anche il +7, poi l’Hapoel reagisce e torna sotto grazie a German. La Virtus comunque c’è, e chiude il primo quarto avanti 23-25, con bel gioco da tre punti di Hackett.
Nel secondo quarto, il copione non cambia. E’ ancora la Costa a fare la partita, e con Baldasso e Alston arriva un nuovo strappo per il 27-34. L’Hapoel va in rottura prolungata contro la zona, Baldasso è on fire e arriva il +12, 29-41. Micic prova a ridurre il gap, ma un gran canestro di Moore sulla sirena fissa il risultato sul 36-48 a metà.
Al rientro in campo, l’Hapoel è più rabbiosa e vogliosa di recuperare il terreno perduto. Gli israeliani stringono le maglie in difesa andando anche a rifilare qualche stoppata. La Virtus trova solo una tripla di Frazier nei primi quattro minuti e mezzo del terzo quarto. Con due tiri liberi di Leday, l’Hapoel mette il naso avanti (55 – 53). Serve fosforo e allora Mumbrù manda in campo contemporaneamente Carr e Hackett. Serve anche stringere i denti perché l’onda della squadra di Itoudis non accenna a fermarsi. 64 – 61 al 30esimo.
Oturu fa la voce grossa sotto canestro e la Virtus deve provare a non far scappare via l’Hapoel. Compito che si fa sempre più arduo con il passare dei minuti. La Costa sprofonda a -13 (79 – 66). I bianconeri, però, non chinano il capo e ci provano fino all’ultimo. Diarra piazza qualche schiacciata pregevole che accorcia un po’ le distanze, ma ormai non c’è più tempo per tentare una miracolosa rimonta. Finisce 90 – 81.