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(Foto Mauro Donati)
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Che le gare 1 successive al finale di una serie arrivata alle quinta siano difficili non c'era bisogno di raccontarlo, ma la Fortitudo deve fare sempre le cose a modo suo, e allora il compleanno di Caja viene rovinato dalla ciliegina amara del libero sbagliato - sarebbe comunque stato il supplementare, non la vittoria - di un Sorokas che stava tirando un carro armato, non la solita carretta. E quindi ecco che salta il famoso fattore Paladozza, in un deja-vu che ricorda come Repesa ai suoi tempi avesse tipo il 99% di vittorie casalinghe in regular, tra campionati e coppe, per poi non riuscire a mantenere il ritmo anche nei rispettivi playoff. Una beffa, in una giornata dove si è davvero cercato di buttare il cuore oltre l'ostacolo, oltre gli infortuni (quello di Della Rosa nemmeno a raccontarlo si sembrerebbe credibili, ma così è stato) e la stanchezza collettiva. Con una squadra falcidiata nel reparto esterni, al punto da pensare di chiedere a Jack Zatti, ultimamente spesso seduto dietro la panchina F accanto a Matteo Gentilini, se non abbia voglia di fare qualche minuto. E' andata così.

C'è anche un fatto tecnico, raccontato dalle cifre. 55, 60 e 59. Questi i fatturati bolognesi nelle tre sfide contro Verona, la prima delle quali con ancora Cavina sulla panca veneta. Poi vero che, almeno al Paladozza, se ne è concessi 47 prima e 60 poi, ma è chiaro che qualcosa in più andrà spulciato, in un modo o nell'altro. Certo, loro (con la minuscola) in molti spot hanno gente che sa mettere il fisico addosso a bolognesi spesso costretti a ruoli non propri, e hanno Loro (con la maiuscola) che ieri ha saputo difendere più o meno su tutti, concludendo con stoppata su Moore. E allora servirà aprire meglio la scatola: con 9/37 (Verona ha poi fatto 11/38) è ovvio che si fa poca strada. Ma attenzione: si è perso di un punto, per un libero ciccato allo scadere dal migliore in campo, in una gara senza Della Rosa e con tutti gli esterni convalescenti. Sarebbe ingiusto raccontarla come di un disastro. Ora, via di gara 2.

Innamoratissimo - Bello l'applauso finale di tutto il Paladozza a giocatori sconfitti ed esausti. Si è capito che hanno dato tutto, tutti.

In preda ad uno spasimo - Certo, qualcuno ha faticato, e ad esempio Sarto non ha saputo come togliersi dai [omissis] un Bolpin che sappiamo cosa possa fare, dietro, nelle partite pesanti. Ma vabbè.

 

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