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Mattia Largo, coach della giovanile Virtus vincitrice della Next Gen, è stato ospite di Sport Club su E-Tv.

Non avrete consolato la prima squadra, ma state creando dei campioni. Oltre ad Accorsi, chi potrà fare la A1 o la A2? “Baiocchi e Lenci, già aggregati alla prima squadra. Avere Accorsi in prima squadra lo ha migliorato, e la cosa giova sia a me che a chi gioca con lui. Abbiamo anche buoni 2008, quindi ci sono possibilità di creare buoni giocatori”

Decenni fa, dalle giovanili uscivano giocatori che si spargevano dalla A in giù. Uno come Accorsi, che possibilità ha nel basket dei tanti stranieri? “Lui, per quello che l'ho conosciuto in questi anni, ha tutto per fare il giocatore di A1. Poi non abbiamo la sfera di cristallo, ma ce la può fare”

Può diventare un Pajola? “Sono giocatori totalmente differenti. Pajola è giocatore pulito, difensore che in attacco comprende il gioco. Accorsi è più istintivo, è una guardiona. Hanno la stessa fame, e quando hai sia qualità che fame alla fine ce la fai. Forse un confronto può essere fatto con Michele Vitali, ma come atteggiamento siamo comunque su quei livelli”

Come lo vedi uno come Ferrari? “Grande talento, aver anticipato i tempi potrebbe non essere stata una cosa sbagliata. Ad alto livello ci vuole pazienza, entrare gradualmente è la cosa giusta. Ha talento e grande comprensione del gioco; io l'ho visto a livello giovanile e mi ha sempre impressionato”

Edwards ha dimostrato affetto per le giovanili. “E non solo lui. Sostenere i giovani non è una cosa scontata, e lui è che sia un veterano. In una giornata particolare, con la pressione che c'è in A, ha dato un sorriso a ragazzi che forse erano ancora più tesi di lui”

Le possibili candidate per le semifinali? “Per me la prima finalista sarà la Virtus. Poi ho visto Venezia con un potenziale importante, un osso duro sulle 5 partite. Dopo, comunque, la finale più scontata è Virtus-Milano”

Un ritratto di Ivanovic e di Edwards? “Ho avuto poche occasioni di viverli da vicino. Ivanovic è uno che ha fatto la storia, se raggiungi i suoi palcoscenici devi avere per forza grandi requisiti umani. Educatissimo, sempre sorridente e disponibile, non togliendo il fatto che un allenatore di quel livello avrà stress quotidiani. Quello che ho detto per Edwards: non posso non elogiarli per la loro educazione”

 

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