(Foto Mauro Donati)
(Foto Mauro Donati)

Il presidente FIP Gianni Petrucci è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport. Un estratto delle sue parole. 

Rispetto a quando ero alla Federcalcio e le società professionistiche erano più di 100, adesso sono 30-40 in meno. Nessuno può evitare futuri fallimenti, qualsiasi norma metti, anche la più rigida. Brescia e Cremona? Non sono sparizioni, oggi fanno i campionati: di Brescia ho seguito da vicino la ripartenza, la Federazione ha collaborato perché non sparisse ed è diventata una bella realtà. 

La A2 professionistica? È una delle ipotesi, anche perché l’intesa deve essere tra Fip e le due leghe maschili: è tutto possibile ma non c’è nulla che non si possa fare anche con l’accordo delle società. Il professionismo? Saranno gli imprenditori a dire se saranno disponibili e le leghe a compulsarlo, non possiamo imporlo noi. 

Su Roma «Ho sempre detto che lo sport è più popolare quando oltre alle piazze storiche coinvolge le grandi città. La forza del calcio è che ha tutta Italia. Il basket, che è il secondo sport, ha una gran parte d’Italia, e il ritorno di Roma non accontenta solo Petrucci ma tutta la pallacanestro. Sono indietro? Io che sono a conoscenza di tante cose posso dire che non è così, stanno lavorando alacremente: non è facile costruire una realtà dal niente. La Nba insiste a dire che partirà nel 2027, e Sport e Salute ha fatto un lavoro straordinario: con la copertura, il Centrale da 13.500 posti sarà una grande realtà. Sono in contatto con Napoli dove Rizzetta sta facendo cose importanti. A Milano adesso c’è anche Santa Giulia, poi ci sono gli impianti nuovi di Cantù, Venezia, Bologna…La certezza che ho è che i nuovi investitori mi hanno detto che rimarrebbero anche senza Nba, tutte sono convinte di avere la chance. Poi se c’è una persona che sa più di me, e sa come finirà, è Gherardini, che conosce il basket mondiale come nessuno: su ogni quesito internazionale ha una risposta.

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