Virtus, il punto a fine stagione. Nessun trofeo, per la prima volta dopo cinque anni

La stagione 2025-26 della Virtus è finita al Taliercio dopo una partita bipolare, fatta di tante buone cose e un crollo verticale nell'ultimo quarto, costato il 33-14 con cui la Reyer ha fatto sua la partita e la serie. Ed è proprio questo bipolarismo ad aver caratterizzato tutta la stagione e tutta la squadra, seguendo proprio il proprio leader Carsen Edwards, capace di serate incredibili come in gara 3, e di disastri assoluti due giorni dopo. Un talento, il cui bipolarismo spiega però perché non sia in un top team di Eurolega, e difficilmente ci sarà anche l’anno prossimo, quando non sarà più a Bologna.
Gli infortuni hanno avuto il loro peso, certo. Come ha fatto notare il DG Ronci, senza tre giocatori da quintetto - Pajola, Alston e Vildoza - la Olidata ha perso molto del proprio potenziale. Ma ciò nonostante le carte in regola per battere Venezia c’erano lo stesso, sulla carta. E invece non è stato così. Per la prima volta dopo cinque stagioni le Vu Nere non saranno in finale. La stagione va considerata molto negativa, per usare un eufemismo. Il roster costruito, che a lungo ha fatto bene (anche in Eurolega) era valido ma semplicemente non abbastanza profondo per reggere una stagione massacrante come la prima con l’Eurolega da 38 partite. E l’innesto di Yago - arrivato (molto) tardivamente per sostituire Taylor - non ha portato nulla. Per la prima volta dopo cinque stagioni la Virtus chiude la stagione senza alzare nemmeno un trofeo, fosse pure una Supercoppa.
Ovviamente non si può non parlare di coach Nenad Jakovljevic, che dopo l’esonero di Dusko Ivanovic si è trovato dentro a qualcosa di più grande di lui, che non aveva mai fatto il capo-allenatore in vita sua. Col senno di poi, la vera sliding door della stagione è stato proprio quel 27 marzo. Non è andata bene al coach italo-serbo, e non è andata bene alla Virtus. Quel che è mancato - anche - è stato un supporting cast in grado di aiutarlo. O magari - riavvolgendo la VHS - di evitare che gli attriti tra Ivanovic e la squadra, Edwards in particolare, arrivassero al punto di non ritorno. Per il futuro, in panchina si dovrà scegliere qualcun altro, per forza di cose: Jakovljevic non è più spendibile.
A proposito di futuro, da domani si inizia a pensare alla Virtus 2026-27. Ci sarà la nuova Arena, ci sarà un budget ulteriormente ridotto. La prossima squadra è in buona parte già fatta, ma ci saranno parecchi addii eccellenti, Pajola in primis. Ma ci penserà da domani. Oggi, prevale la delusione.
