Bologna, mercato 2026: saldo di 78 milioni e rosa di Tedesco
Artem Dovbyk in maglia Bologna durante la sfida con l'Atalanta, stagione 2026/27. Foto: Calcio e Finanza
Il Bologna ha chiuso il mercato estivo 2026 con un impatto positivo di 77,95 milioni di euro sul conto economico, secondo le stime di Calcio e Finanza. I nuovi arrivi pesano sul bilancio per circa 21,78 milioni, mentre le uscite producono benefici per 99,73 milioni. Dopo due anni tra Champions League ed Europa League, il club rossoblù è rimasto fuori dalle coppe europee e ha scelto di monetizzare il valore costruito negli ultimi anni.
Un mercato di questo tipo si capisce meglio guardando i numeri che i singoli nomi. Chi vuole seguire anche le altre trattative del campionato può consultare le news di CalcioStyle, dedicate a calciomercato e Serie A.
Le cessioni: Castro, Lucumí e Rowe
La partenza più pesante è quella di Santiago Castro, passato alla Roma a titolo definitivo per una cifra complessiva intorno ai 35 milioni di euro, bonus compresi, dopo oltre cento presenze con il Bologna. Poche settimane dopo la Juventus ha acquistato Jhon Lucumí: il club bianconero ha comunicato un corrispettivo di 19,5 milioni, più 600mila euro di oneri accessori e bonus fino a ulteriori 2 milioni.
L'ultima operazione è arrivata nel giorno di chiusura della sessione. Jonathan Rowe è passato all'Atalanta in prestito con obbligo di riscatto al verificarsi di determinate condizioni, in un accordo che può arrivare a 40 milioni tra parte fissa e bonus. Il Bologna lo aveva acquistato dal Marsiglia soltanto l'estate precedente. Benjamin Dominguez, invece, è andato al Sassuolo in prestito con diritto di riscatto.
Gli acquisti: prestiti e formule per il nuovo attacco
In entrata il Bologna ha limitato gli esborsi immediati. Rahim Alhassane, terzino sinistro, è arrivato a titolo definitivo dal Real Oviedo, mentre Mikel Amondarain, centrocampista argentino del 2005, è stato prelevato dall'Estudiantes per circa 9,5 milioni più bonus. Jay Enem è stato acquistato dalla Stella Rossa nelle ultime ore di mercato.
Il reparto offensivo è stato rifatto con formule più flessibili. Artem Dovbyk è arrivato in prestito con diritto di riscatto e raccoglie l'eredità di Castro; Roberto Piccoli è stato preso dalla Fiorentina con obbligo di acquisto definitivo al verificarsi di determinate condizioni; Samuel Mbangula è arrivato dal Werder Brema in prestito con diritto di riscatto. In difesa è tornato Arthur Theate, dall'Eintracht Francoforte, con prestito fino a giugno 2027 e diritto di riscatto.
Saldo dei cartellini e impatto sul bilancio sono due cose diverse
Il saldo dei soli cartellini è positivo per 74 milioni di euro: le principali cessioni hanno prodotto 92 milioni di incassi, a fronte di circa 18 milioni investiti nei cartellini. L'impatto sul bilancio considera invece ammortamenti, stipendi, plusvalenze, prestiti e risparmi, ed è per questo che la cifra finale arriva a 77,95 milioni.
Sul lato dei costi, gli ammortamenti dei nuovi arrivati pesano per circa 4,08 milioni, mentre gli stipendi lordi sono stimati in 17,70 milioni. Theate è l'operazione con il maggiore costo annuale, nonostante sia arrivato in prestito, per il peso del suo ingaggio. Sul lato dei ricavi, le plusvalenze sono stimate in 71,46 milioni e i risparmi su ammortamenti e stipendi in 27,27 milioni.
Una rosa per Domenico Tedesco
La sessione ha coinciso con l'inizio del ciclo tecnico di Domenico Tedesco, scelto a giugno con un contratto fino al 2028 e opzione per un'ulteriore stagione. Il club ha dovuto offrirgli una rosa competitiva senza perdere l'equilibrio economico, e la scelta dei prestiti con diritto o obbligo di riscatto sposta una parte dell'investimento agli esercizi successivi.
Cosa succederà con Dovbyk, Piccoli, Theate e Mbangula si vedrà nei prossimi mesi, perché dal rendimento in campo dipenderanno le decisioni sui riscatti della prossima estate. Per ora il Bologna ha un bilancio più leggero e un gruppo da costruire attorno al nuovo allenatore.