Virtus, il punto dopo la Supercoppa

Il verdetto emesso dalla Supercoppa - che va preso con tutte le cautele del caso visto lo scarso valore del trofeo - è che la Virtus 2026-27 in Italia parte piuttosto distanziata da Milano. Si poteva magari intuire, visti i diversi budget e il diverso tipo di mercato fatto, ma ieri il campo l'ha reso chiaro a tutti. Detto questo, alla squadra di Alex Mumbrù serve tempo, come lo stesso coach ha sottolinato in conferenza stampa. I giocatori sono quasi tutti nuovi, e molto giovani. E così quando ci si è trovati di fronte a una difesa solida i registi bianconeri si sono sciolti, ed è venuto fuori il pessimo secondo quarto da 9-23 per Milano, con tragico 1/13 da tre del primo tempo. A questo si aggiungono gli enormi problemi di falli di tutti i lunghi, nessuno dei quali è riuscito a contenere Moses Wright, che ha chiuso con 20+8. Alla fine il migliore, e forse l'unico a salvarsi nel complesso, è stato Kessler Edwards, pur limitato dai falli.
La chimica è ancora tutta da costruire, le gerarchie pure. Ad esempio ieri tra i registi è stato fuori Carr, e non è detto sia sempre così. E probabilmente Moore non sarà sempre così spento. La notizia più preoccupante, in ogni caso, è l'impatto degli italiani. Casarin è stato volitivo e ha chiuso in doppia cifra, pur segnando parecchio a babbo morto. Gli altri quattro hanno combinato per 1 punto in 54 minuti. In enorme difficoltà Diouf, sostanzialmente impalpabili Ferrari, Baldasso e Hackett. Questa è forse la prima cosa da sistemare per Mumbrù, perchè in Eurolega ci saranno 2/3 stranieri in più ogni volta, ma in campionato il contributo della pattuglia tricolore sarà cruciale.
In ogni caso, venerdì inizia l'Eurolega e domenica il campionato. Non si scherza più, ora si fa sul serio.