Cus Bologna, il bilancio dei campionati europei
Cosa c’è dietro il doppio trionfo – basket maschile e volley femminile – dell’Alma Mater Studiorum? Un po’ di fortuna è innegabile. Quella fortuna che, per esempio, è mancata a Jordan Losi e alle sue ragazze che, dopo due titoli continentali consecutivi, si sono ritrovate al nono posto nonostante un bilancio di quattro vittorie e una sola sconfitta.Oro nel basket maschile dopo il secondo posto di un anno fa, conquistato all’ombra delle Due Torri. Oro anche nel volley femminile. Due risultati di grande prestigio che affondano le radici in un percorso costruito nel tempo. Certo, un pizzico di fortuna aiuta. Ma la buona sorte, da sola, non basta. Il doppio titolo europeo – senza dimenticare che un anno fa, ai Campionati Nazionali Universitari, l’Alma Mater Studiorum ha chiuso al primo posto del medagliere – è il frutto di una progettualità solida e di una visione che si sviluppa da anni.Nessun altro ateneo italiano è riuscito a vincere così tanto dal 2017 a oggi. Perché proprio il 2017? Perché a Miskolc, in Ungheria – con un giovane Pippo Ricci che non era ancora il campione della Nazionale – arrivò il primo titolo nel basket maschile. In nove anni, considerando anche le due stagioni di stop dovute alla pandemia, sono arrivati cinque titoli nel basket maschile, altrettanti nel volley femminile, due successi nel basket femminile e numerosi altri piazzamenti sul podio.Un bilancio sul quale si sofferma anche Giacomo Bergamini, presidente del Comitato per lo Sport Universitario. “Complimenti e grazie a tutte le studentesse e gli studenti che hanno partecipato ai Campionati Europei Universitari di Salerno - dice Bergamini - , rappresentando con passione e impegno l'Università di Bologna. Le medaglie d'oro del basket maschile e della pallavolo femminile sono motivo di grande soddisfazione, così come l'ottimo esordio europeo della squadra di tennistavolo. Un ringraziamento va anche ai tecnici e a tutto lo staff che hanno contribuito a questi importanti successi”.Risultati che nascono da un lavoro costante fatto di programmazione, scouting e attenzione ai dettagli. L’Alma Mater seleziona con cura i propri studenti-atleti, investe con convinzione sul dual career – il percorso che permette agli sportivi di alto livello di conciliare l’attività agonistica con quella universitaria – e costruisce una rete di collaborazioni con le società del territorio. Un modello che consente agli atleti di eccellere sia nello sport sia negli studi.Eppure nemmeno questo basta a spiegare tutto. La differenza la fanno i particolari. Basta ascoltare le parole delle campionesse e dei campioni per capire di cosa si tratta. Chiunque abbia indossato la maglia dell’Alma Mater racconta la stessa esperienza: essere messo nelle migliori condizioni per esprimersi, sentirsi parte di una grande famiglia, vivere con orgoglio la responsabilità di rappresentare uno degli atenei più prestigiosi al mondo. È questo senso di appartenenza che spesso permette di dare qualcosa in più.Mettendo insieme tutti questi elementi si comprendono le ragioni di un successo che non nasce per caso. Dietro i risultati dell’Alma Mater Studiorum c’è una struttura organizzativa solida, con il CUS Bologna a svolgere il proprio ruolo di braccio sportivo dell’Ateneo. Cambiano le persone, ma non cambiano lo spirito, la progettualità e l’ambizione. E i risultati continuano a confermarlo. Lunga vita all’Alma Mater Studiorum.
ufficio stampa cus bologna asd