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(Foto Mauro Donati)
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Coach Stefano Pillastrini è stato intervistato da Damiano Montanari su Stadio.
Un estratto delle sue parole.

La Fortitudo? Una squadra al top, in linea con quelle degli anni precedenti. È stato allestito un gruppo molto competitivo, anche un po' più "garantito" del recente passato, con meno giocatori con problematiche fisiche conclamate e che per questo potevano rappresentare dei rischi. Il roster è lungo e ben costruito.

Qual è stata la migliore operazione del mercato biancoblù? La conferma di Sorokas e la ripartenza da uno zoccolo di primissimo piano con lui, Fantinelli e Sarto. In più, sono arrivati altri giocatori di livello.
Questa Fortitudo può ambire alla promozione? Certamente sì, come anche Rimini, Brindisi, Sassari, Avellino e Livorno. Poi dovremo vedere il valore di Pesaro una volta completato il roster e considerare che una sorpresa c'è sempre.

Può essere Cividale? Abbiamo cambiato tanto, mi piace molto la squadra, ma abbiamo veramente tanti eosrdienti. Mi auguro che possiamo essere una sorpresa. A parte Redivo e Cesana, gli altri giocatori o sono nuovi o hanno cambiato ruolo. Lo stesso Berti è passato dall'essere un giocatore di rotazione ad un primo attore. Poi ci sono Costi, Ferrari e un manipolo di giovani. Come gli anni scorsi, abbiamo delle scommesse e delle convinzioni. Speriamo che finisca nello stesso modo: non dobbiamo avere la presunzione di pensare che tutto quello che tocchiamo diventi oro.
 

Sulla panchina biancoblù, Cavina ha raccolto il testimone da Caja. È un'eredità pesante?
«La Fortitudo è passata da una situazione molto divisiva ad una in cui non sarà difficile compattare l'ambiente».

Luca Vildoza verso il Partizan Belgrado