nba camp
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(Foto Mauro Donati)
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Ad un certo punto, sul 30-67, si sarebbe dovuto andare dagli arbitri e chiedere, gentilmente, se non ci fosse modo di far andare il cronometro un po' più in fretta, in modalità ellenica, per finire lo scempio. Che non può essere derubricato solo come giornataccia, anche se si sa che non è corretto buttare il bimbo con il pannolino sporco, come si suol dire: il bicchiere mezzo vuoto fa notare che alla prima trasferta un po' più solida non si è nemmeno entrati in campo, il bicchiere mezzo pieno, dall'altra parte, specifica come 'sta squadra non può poi essere così disastrosa come dicono i critici, se tutto sommato è ancora in buona posizione di classifica. Forse si è parlato troppo di sogno promozione immediata, chissà, forse semplicemente Livorno ha capito che a strozzare la metà campo si sarebbe annullato ogni attacco Fortitudo, ma il simbolo della gara è una tripla presa in faccia da Sorokas, fermo ad osservare il tiratore avversario senza nemmeno la forza di alzare le braccia. E si sa, se questa squadra non difende non ha futuro, almeno nella singola partita.

Tutto storto, quindi, con almeno la fortuna di poter tornare in campo già mercoledì, contro Cento, per provare a voltare pagina e ricordare che non ci si può essere imbruttiti così da un momento all'altro. La classica situazione del non eravamo fenomeni prima, non siamo brocchi ora, tutto qua, magari tenendo a mente perchè ieri sono arrivati lividi e bastonate: poca rapidità, mazzata fisica (si è subito a rimbalzo più di quanto non dica il 37-42 finale), incapacità di fermare il momento negativo (11-32 il punteggio, 2-36 la valutazione) e la troppa fretta in attacco nel cercare triple sciocche, più che ignoranti. Si archivi, sperando che il clima esterno al campo sia di aiuto, e non di zavorra, alla squadra.

Innamoratissimo - Poco, forse solo Anumba che è stato il primo, l'ultimo e forse l'unico a cercare di metterci il fisico.

In preda ad uno spasimo - Fantinelli non terminava con più perse che assist da più di due anni (ma almeno lì si era in casa, a vincere con Rimini) e ieri è parso annegare fin dall'inizio. I ferri di Perkovic e la poca fluidità di Sarto. E la difesa di Sorokas, a palesarne le difficoltà di altezza: non ci saranno rischi di tatuaggi extra, se la cosa si ripeterà.

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