Basket City al mare, 14/8/2026

L'arrivo di Ferragosto dava perfino a Waimer un barlume di felicità: la stagione aveva abbondantemente scollinato, la cassa festeggiava, e il campionato di calcio si avvicinava anche se doveva aspettare ancora una decina di giorni per poter rivedere i suoi amati undici cesenati all'opera. Purtroppo per lui, il basket differiva fin troppo il fischio di inizio - che, aveva scoperto, si chiamava palla a due - per cui la quale i due tifosi del capoluogo erano ben lungi dal voler tornare a casa.

Waimer - A me non me ne importa un tubo dei vostri campionati ma, mi chiedo. Non potreste iniziare a seguire gli allenamenti, eccitarvi per le flessioni, gasarvi per il sudore dei vostri? Insomma, ve ne andate?

Bavvy - Sarà ancora lunga, Ciccio. Ma intanto 'sto qui è già in estasi per i suoi. Falsificheranno firme, ma organizzano robe davvero meritevoli. Il feticismo di un lunedì mattina a veder gente fare stretching e sentire discorsi motivazionali da dirigenti di brava favella. E sempre glu, glu, glu.

Piccy - Solo perchè i tuoi non si sono ancora riuniti, ma non mi pare che le presentazioni in Arcoveggio, o dove le fate, siano sempre andate deserte. Anzi, voi ve la tirate talmente tanto che iniziate a lamentarvi anche solo se un vostro nuovo giocatore non alza il braccio per salutarvi in modo completo: ecco che non sta bene, abbiamo preso un bagaglio, Ronci dimettiti.. il solito.

Bavvy - Almeno noi un po' di idee possiamo farcele, voi siete nella condizione per cui se avete dubbi su un nuovo giocatore vi trovate la claque del nuovo corso ad inseguirvi pure sotto casa. Quindi, o quello che avete o niente.

Piccy - Perchè non siete pure voi pieni di correnti? Se dico Zanetti c'è mezzo mondo Virtus che smadonna e l'altra metà che ancora si inginocchia, o no?

Bavvy - Sì ma non ci sono centurioni pronti ad immolarsi per la propria Causa, o no?

Waimer - Ma non vi accorgete che siete uguali? Sempre a dire le stesse cose?

Piccy - Pure tu, allora, sei uguali ai bolognesi, se la logica è questa.

Offeso, Waimer pensò di tirare fuori la cinghia con cui anni prima aveva fatto a pacche con un ultrà del MontalettoFC, ma pensò che, se lo avessero daspato, il bagno sarebbe rimasto orfano. Poi però si avvicinò la mamma di Gregorio, lamentando il fatto che il pargolo avesse guardato l'eclisse senza occhialini, e ora vagasse per la spiaggia cantando brani di Stevie Wonder. Waimer le rispose con un rutto che oscurò le lune di Urano, e tornò al suo prato. Dura, la vita.

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