Cento-Pistoia, il prepartita di Bonacina
In vista dell’ultima della regular season di domenica 26 aprile contro Estra Pistoia, il coach Andrea Bonacina ha risposto alle domande sulla preparazione della partita.
Domenica è fondamentale vincere per interrompere la striscia di 10 sconfitte consecutive ed entrare nei playout con un minimo di inerzia e fiducia; in caso di sconfitta a livello mentale sarebbe difficilissimo invertire il trend durante i playout, sei d’accordo?
“Vincere è sempre importante. Abbiamo questo record della doppia cifra di sconfitte consecutive ma una in più o una in meno non cambierebbe il nostro modo di lavorare in palestra; la squadra è conscia del momento e siamo tutti consapevoli della posta in gioco da qui a una decina di giorni, non sarà sicuramente un’ulteriore sconfitta in casa a determinare il modo in cui arriveremo ai playout. E’ chiaro che marcare un punto e vincere questa partita sarebbe di grande aiuto per l'autostima di questo gruppo che rimane come ho detto sempre vivo, che lavora duro e se la giocherà fino all’ultimo. Per quanto riguarda l'inizio dei playout, che siano questi o che siano i playoff, si tira sempre una riga: la storia della pallacanestro è piena di squadre che arrivavano con cicli negativi all’imbocco di queste fasi e poi si sono salvate o hanno vinto campionati, così come squadre che arrivavano da strisce positive sono poi cadute. Noi entriamo in campo per vincere perché è nel DNA dello sport e nel nostro, vogliamo dare all’ultima in casa una gioia ai nostri tifosi, alla nostra piazza in vista degli appuntamenti cruciali. Pistoia vorrà dare seguito alla vittoria ottenuta in casa con Brindisi, sarà una bella sfida di pallacanestro tra due squadre che condividono l’obiettivo salvezza".
Quali saranno le chiavi tattiche della partita contro Pistoia?
“Pistoia ha sistemato il proprio roster, ha trovato una propria solidità, con tre leader di grande caratura negli esterni che sono Saccaggi, emblema e storia della pallacanestro a Pistoia, con la coppia di guardie che ritrovo con piacere, perché Anderson l’ho avuto a Verona e Stefanini a Bergamo. Hanno preso un 4/5 americano, Alajiki, in grado di giocare fronte spalle e faccio i complimenti a tutto lo staff di Pistoia per la scelta; hanno una coppia di lunghi italiani dal grande pedigree, cioè Zanotti e Magro, con l’energia di Dallosto, Gallo e i giovani che danno man forte; una squadra solida che verrà qui per vincere. Le chiavi tattiche saranno le solite: la nostra aggressività, la cura dei dettagli, la capacità di leggere i diversi momenti all’interno della partita e commettere meno errori possibile, costringendo gli avversari ad uscire da quello che è il proprio spartito abituale”.
Avere la possibilità di affrontare domenica la stessa squadra dei playout è un problema?
“Leggevo che tutte le squadre hanno ancora qualcosa in ballo tranne una, quindi sì è una possibilità ma potremmo incontrare anche le altre, non cambierà niente né per noi né per loro: siamo entrambe dentro un processo di lavoro, per Pistoia più lungo perché la nuova struttura di squadra c’è da 6 partite e per noi è più breve, ma le squadre giocheranno pensando da una parte alla vittoria, perché certamente vincere aiuta a vincere, e dall’altra pensando al proprio lavoro e alle proprie dinamiche, alla costruzione del sistema di squadra in vista dei playout”.
Cosa manca ancora per arrivare a giocare un playout tranquillo e senza paura di sbagliare?
“Non ci manca niente in realtà: siamo una squadra viva, un gruppo coeso, una città compatta e sento fortemente questa unione di intenti da parte di tutte le componenti, la società in primis che ha fatto uno sforzo economico importante con l’arrivo di Copeland, tutto il consiglio che sento vicino e i tifosi, che incontro spesso per strada e mi comunicano questa grande vicinanza ed attaccamento. Alla squadra non manca niente, così come manca tutto, perché altrimenti avremmo già interrotto questa striscia. Come ho detto, non ci sono segreti, basta essere pronti e poi sarà il campo a decretare. Noi stiamo investendo il nostro tempo sulle nostre gerarchie, sulla nostra capacità di stare uniti nei momenti di difficoltà e su come reagiamo a determinate situazioni in campo. Ci faremo trovare pronti domenica e ai playout”.
Come sta andando l’inserimento di Copeland, visto che ha caratteristiche tecniche diverse rispetto a DeVoe? come l’ha presa quest’ultimo?
“Ho avuto la fortuna di avere sia lui che Gabe a Verona, a distanza di un anno l’uno dall’altro: Zach è un ragazzo solare, arrivato con tutto il suo entusiasmo e la sua spensieratezza che gli ho chiesto di portare nel gruppo, quindi il suo inserimento sta procedendo bene; Gabe l’ha presa come fanno tutti i professionisti esemplari, cosa che è stato per tutto l’anno e lo ha dimostrato anche nell’ultima partita giocata. Si tratta di business, non c’è nulla di personale, i rapporti umani rimangono e quello che lui ha fatto per questa società in queste stagioni rimarrà per sempre. Speriamo che Zach possa rimanere altrettanto nei cuori dei tifosi centesi, perché vorrebbe dire che ci avrà dato una grande mano nel nostro unico obiettivo che è la salvezza. Il suo arrivo è stato una scelta consapevole, fatta dal club con l’assenso dell’allenatore, dello staff e di tutte le sue componenti; i ragazzi hanno accolto Zach in modo esemplare e hanno salutato Gabe in modo altrettanto umano ed importante. Adesso non si tratta però di qualità umane, si tratta di essere performanti e di vincere 3 partite all’interno della stessa serie”.
