A Brescia finisce l'era Bragaglio: le sue sfide dialettiche con la Fossa e la "redenzione" finale

Si è chiusa, a Brescia, l'era di Graziella Bragaglio. 20 anni alla guida della società lombarda, portata in serie A nel 2016 dopo una rovente finale contro la Fortitudo. Una vittoria in Coppa Italia nel 2023 e la finale scudetto persa contro la Virtus nel 2025 i punti più alti dell'esperienza di Bragaglio, che è stata per anni una delle più vivaci “nemiche” del mondo Fortitudo, specie della Fossa. Le scorie del durissimo spareggio del 2016 la resero una figura molto beccata dalla curva, con tanto di “particolare” augurio di San Valentino quando le due squadre si incontrarono, il 14 febbraio del 2020, in un quarto di finale di Coppa Italia. In precedenza, scontri dialettici, accuse di stile che non si compra al mercato per via di una uscita sotto scorta in una sfida del novembre 2019.
Graziella Bragaglio fu poi rivalutata, se vogliamo dire così, quando la Fortitudo incontrò Trapani nelle finali del 204 e scoprì l'irruenza verbale del presidente locale. “In confronto la Graziella era un gioiello”, vergò la Fossa: lei, almeno, non si lamentò del buffet e non accusò che qualcuno le avesse aggiunto liquidi organici nella Coca Cola.
