G3 Tezenis Verona - Flats Service Fortitudo Bologna, cronaca

Tezenis Verona - Flats Service Fortitudo Bologna 86-73
Sul ponte sventola Bandiera Bianca, e la stagione Fortitudo si chiude davanti ad una Verona che nulla ruba, anche se rimarrà il dubbio su cosa si sarebbe potuto fare con un po’ di jella in meno: senza Della Rosa, senza Fantinelli, è normale che tutto il castello fatichi a stare in piedi. Gara 3 è una sofferenza, perché i padroni di casa fanno sempre canestro, ma anche la prova di una Effe con un’anima grande, per come non si sia mai tirata indietro anche nei momenti peggiori. La truppa era compatta, la sfiga pure.
Fine quindi dell’era Caja-Tedeschi: per il secondo, a breve le nuove distribuzioni quote apriranno la realtà Gentilini. Per il primo, idea Bechi (presente oggi a Verona) che prende corpo assieme alla solita voce Cavina: il nome potrebbe uscire da questo ballottaggio, ma se ne parlerà.
Cronaca
Mani fatate fin da subito, con Moore a dirigere e Sorokas e finalizzare, ma il 13-4 iniziale viene ricacciato il gola perché Verona ci mette un attimo a caricare ma poi spara di tutto, facendo sei triple quasi consecutive e quindi ecco che tutti gli sforzi offensivi vengono vanificati, per il 27-22 Verona al 10’.
Rallenta il movimento del tabellone, con Caja che deve affidarsi a Gamberini mentre loro hanno Loro (ah, ah), ed è break Verona. I rimbalzi diventano un problema, perché Sorokas non può fare da solo e comunque un attimo deve rifiatare, e quando secondi possessi diventano tre, quattro, lottare per contestare i tiri diventa anche frustrante. Tutto troppo faticoso, Verona segna ad ogni possesso, si annega oltre le proprie colpe, 47-35 Verona al 20’.
Si annega ad un -18 fin troppo ingeneroso, anche perché da un lato si segna sempre e dall’altro i bottini non trovano praticamente possibilità di essere distribuiti. Ma non è che la Fortitudo si dia per vinta, pur sprecando a volte per troppa foga, e quando De Vico e Mastellari si mettono in proprio ecco che si torna a scarto in singola cifra. 71-63 al 30’.
Ci vorrebbe la magata, ma il pressing su Imbrò rende gli avvicinamenti a canestro fin troppo ardui, e quando Loro viene doppiamente battezzato (dagli arbitri che si dimenticano come nemmeno lui possa difendere con le braccia larghe, e dalla difesa che gli concede tripla), tutto diventa impossibile. Zampini ruba su un esausto Imbrò e schiaccia, titoli di coda già a -4’. Il resto sono applausi, bipartizan: la Fossa verga un fino all'ultima battaglia avete onorato la maglia, e l'huddle finale di tutti chiude la stagione.
