(Foto Mauro Donati)
(Foto Mauro Donati)

Attilio Caja è stato ospite di Sport Club su E-Tv.

 

Hai costruito una Fortitudo prima in classifica. “Andata oltre ogni rosea aspettativa, visto che siamo partiti tardi e abbiamo dovuto fare un mercato di reazione. Ma i ragazzi si sono impegnati, si sono sacrificati, è stato qualcosa di fisicamente faticoso ma visti i risultati siamo molto soddisfatti”

Ieri la panchina ha mostrato qualcosa di interessante, con gli americani infortunati. “Sono stati bravissimi, ci hanno permesso di avere una partita fino alla fine. Abbiamo fatto fatica, per un po’ non siamo riusciti a recuperare, poi con i cambi e con la loro intensità difensiva abbiamo fatto un break di 19-4. Sono stati bravissimi, poi l’allenatore ha fatto una scelta che a posteriori non avrebbe fatto, ovvero rimettere il quintetto sperando in un qualche momento buono. Così non è stato, ma almeno diversi ragazzi hanno dato buoni segnali, e li stavano dando già in allenamento. Sono contento che il pubblico abbia capito”

State cercando un play perché per te Panni è una guardia. “Panni doveva essere una guardia, poi non sono riuscito a trovare una collocazione a Giordano e l’ho rimesso in regia. Ieri ha fatto bene al tiro, penso che potrebbe rendere meglio in questa posizione”

Pensavamo che con Aradori ci sarebbero stati dei problemi. “Dobbiamo dire che è un ottimo attaccante e persona positiva. Di conseguenza l’allenatore deve ottimizzare al massimo le sue capacità. Con buona volontà lui può dare un contributo anche dietro, poi non è che se non sei un grande difensore lo sei per forza pessimo: in un sistema di squadra può dare il suo contributo, lui a Cividale ha preso anche 8 rimbalzi. La squadra ha un sistema dove tutti si aiutano, lui lo fa con gli altri e viceversa. Per questo abbiamo deciso di avere due giocatori stranieri sotto canestro per sopperire eventuali limiti fisici altrove, per ora lo hanno quasi sempre fatto e cerchiamo di continuare anche se siamo arrivati a Verona dopo una settimana di allenamenti difficili”

Non sembra comunque esistere un tiratore designato. “Abbiamo un buon equilibrio tra gioco esterno e interno. Dentro riusciamo a dare palloni giocabili a Freeman e Ogden, come anche a Fantinelli in avvicinamento. In esterno abbiamo Aradori, Bolpin, Panni, lo stesso Ogden. Siamo secondi come numero assist, questo vuol dire molto. Tutti devono dare il proprio contributo e sentirsi importanti, quel che conta è rispettare il gioco di squadra. Non mi piacciono i tanti palleggi”

Cosa non ti convinse della dirigenza dell’anno scorso, per cui non sei arrivato? “Ero io non molto convinto. Avevo fatto sempre la A1, avevo altri contatti, pensavo di poter avere ancora spazio dopo due anni molto positivi a Reggio Emilia e gli altri a Varese. Quella era la mia idea, più che non aver approfondito il discorso con la vecchia proprietà. A Scafati è stata una esperienza positiva, 50% di vittorie vincendo anche in casa della Virtus, ma le cose non sono poi andate come sarebbero dovuto andare e sono tornato a casa. Ho lasciato perdere la possibilità della A1 dato che non c’erano altre occasioni, conoscevo da anni Tedeschi direttamente, quindi la sua chiamata così come quella di Pietro Basciano sono arrivate al momento giusto”

Ti auguriamo la serie A al più presto. “Lo speriamo tutti. Con questo pubblico sarebbe un delitto non arrivarci”

Il video della trasmissione.

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