Per capire la portata dell’impresa fatta dalla Virtus ieri sera basta qualche semplice numero. In epoca di Eurolega moderna, l’Efes aveva perso solo 6 volte in casa contro squadre italiane, su 36 tentativi. Il bilancio degli ultimi 15 anni era 21-2. Inoltre, la Segafredo veniva da sette sconfitte in fila, e non vinceva in trasferta dal 5 gennaio. 

Eppure, ieri sera le Vu Nere hanno messo sul campo una prestazione eccellente, soprattutto dal punto di vista difensivo. Non si sono scomposti dopo la partenza irreale di Clyburn, sono rientrati subito e hanno difeso in maniera magistrale per tutta la gara. E’ questa la chiave del successo, aver tenuto l’Efes a 64 punti in casa propria.

E così, è venuta fuori una partita d’altri tempi, a punteggio basso, con tanti errori, stoppate, palle perse, anche qualche colpo proibito. Un vero clima da playoff, nel quale i bianconeri hanno sguazzato, mentre i padroni di casa avevano via via sempre più paura. 

Lundberg ha messo il sigillo finale - ancora una volta - ma davvero tutti hanno portato il proprio mattoncino (piccolo o grande) alla causa. Una prestazione superba, che mostra ancora una volta che quello che le Vu Nere hanno fatto vedere per i primi mesi di stagione non era un caso, decisamente.

E così, la Virtus è ancora viva, e venerdì a Vitoria si giocherà l’accesso ai playoff, per l’onore di sfidare il Real Madrid. L’avversario sarà lo stesso della settimana scorsa, ma l’umore sarà decisamente diverso. “Abbiamo le potenzialità per vincere a Vitoria”, ha detto Banchi a fine partita. E così è, se il livello di intensità sarà quello visto ieri.

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