(Foto Valentino Orsini - Fortitudo Pallacanestro 103)
(Foto Valentino Orsini - Fortitudo Pallacanestro 103)

Tipicamente Fortitudo, lo si potrebbe dire. Vivere 21 giornate e 3 quarti in testa alla classifica, e farsi superare per l'unico vero e proprio smalvino della stagione. Ovvero dominare contro una Verona che a metà terzo quarto pareva già negli spogliatoi e farsi recuperare 17 punti di scarto (dopo essere partiti da -10, parziale interno di 48-21 per i Caja's) fino al ko dei supplementari, dove la squadra era ormai oltre l'anossia. Vero che i segnali erano già arrivati nelle ultime azioni del terzo quarto, ma gli ultimi 15' sono statisticamente impietosi: 9 punti segnati, 2/8 da 2, 1/12 da 3 (già questo un segno, perchè quando la manovra gira si preferisce il tiro ravvicinato) e 2/6 ai liberi, con 8 perse e -10 di valutazione complessiva. A questo punto, una Verona non trascendentale ma con più fiato l'ha portata dalla sua parte. Quindi, secondo posto in classifica che non è una sentenza se non per quelle parziali attuali: semifinale di Coppa con Trapani e calendario dell'orologio che va in una direzione piuttosto che in un'altra. Ci sono altre 10 partite, e poi si vedrà a che punto della classifica si sarà arrivati.

Quello che dispiace è l'avere dilapidato una vittoria che ad un certo punto sembrava ben oltre il ghiaccio, per quelle che sono le solite ragioni di difficoltà della truppa: mancanza di cambi adeguati, necessità di dover tirare il collo ai soliti noti (Aradori ieri 41', ci sta che alla fine non avesse eattamente la mira del tiratore scelto) ed una evidente difficoltà con Verona, squadra che riesce a strozzare la manovra e non portare a facili canestri in area: male Ogden e Freeman all'andata, non bene nemmeno ieri. E mentre sarà un'altra settimana in cui il partito dei comprare subito! si farà valere più di quelli che va bene così, guardate a che livello siamo anche con questa gente e tutto andrà spostato alle prossime partite. E' anche vero che il tempo passa, ed è chiaro che se qualcosa lo si vuole (vuole, non deve) veramente fare, inizia ad essere il momento in cui andare oltre il monitorare. Intanto, comunque, secondo posto dopo 22 giornate: ad agosto pareva assurdo, ci sta che a febbraio possa un attimo amareggiare.

Dylan
Il ricordo di Dylan Rinco (Foto Valentino Orsini - Fortitudo Pallacanestro 103)

Just like heaven

Si sarà divertito Dylan, vedere il palasport della sua città inneggiarlo e ricordarlo. E nel vedere una gara in cui nessuna delle due squadre voleva davvero battere l'altra. Poi, in campo, come detto: tre quarti (quasi) di lento dominio, prima del collasso. Se è un segnale lo si vedrà, ma intanto è chiara una cosa. Quando si fa male, lo si fa davanti. Dietro, anche nei giorni peggiori, si regge alla grande.

Disintegration

E' chiaro che la situazione di Conti non può più andare avanti in questo modo, e sarà poi riflessione a bocce ferme capire se c'è poco valore del giocatore o totale mancanza di indulgenza del coach, ma la strada pare ormai priva di sbocchi. Tornato agli NE Giordano, insomma ci siamo capiti. E le difficoltà degli esterni, in una giornata dove per Ogden e Freeman non c'era poi tutto 'sto cibo per strada, hanno portato ai guai finali. Peccato.

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Niente tris per i NFB Ozzano: Fabriano sorride 84-69