Teo Alibegovic è stato ospite di Vitamina Effe.

La Fortitudo è imbattuta. "Sicuramente dipende da una serie di cose che si legano insieme. I giocatori in campo sentono certezze e non speranze, e questo perchè la società è sempre stata loro vicina, anche negli allenamenti, e per questo si stanno sbattendo in modo fuori dal normale. In più il nostro allenatore, chiedo scusa agli altri di A2, è uno che ogni giorno fa un clinic. Con la sua difesa è partito talmente da lontano che ci si chiedeva cosa stesse facendo, ma ora è chiaro che ogni sua mossa è da agosto che è pensata, e adesso la squadra sta ingranando. Urla, chiede disciplina che altre squadre non hanno e che in passato in Fortitudo non si vedeva. Stiamo creando un bellissimo gioco, vedo situazioni in cui ci sono passaggi dove io non vedo il destinatario e poi appare Freeman... Mi ricorda i miei tempi in Jugoslavia, quando eravamo definiti gli "Harlem bianchi", e ora è bello perchè stiamo mettendo fieno in cascina, un ombrello che ci riparerà quando magari pioverà. E io ora voglio solo ricordare a tutti come ci siamo sentiti male quando siamo stati presi a schiaffi da Cento: in certe situazioni, quando ti senti arrivato, tendi a non considerare e non rispettare il tuo avversario e il risveglio è amaro. Da buon Babbo Natale, dico sempre che dobbiamo pensare al peggio per goderci il meglio"

La scelta degli americani pare azzeccata, anche perchè si è lasciato spazio ad Aradori che finalmente sta facendo la differenza. "Assolutamente, io alla mia prima conferenza stampa dissi subito che questa è stata la scelta migliore degli ultimi 10 anni, e ricordo quando nel 2005 non presi Bootsy Thornton per lasciare spazio a Belinelli e Mancinelli. Aradori ha bisogno di spazio, dei suoi palleggi, di crearsi contatti, perchè non è giocatore da ricezione e tiro: è largo, accanto a lui gli avversari sembrano spaghetti, e per questo sa crearsi quel tiro immarcabile. Ho sempre elogiato la sua tecnica, lo avrei voluto anche a Udine tanti, tanti anni fa"

Lui non è un gran difensore, ma ora ci sta provando. "La bellezza di Caja, sua croce e delizia, è questa: è un rompiscatole, in positivo. Ha rotto le scatole a tutti, e tutti sono responsabili delle proprie scelte in campo. Aradori e Fantinelli lo scorso anno avevano situazioni differenti, non c'era questa stessa ricerca di disciplina, e questo vale per tutti: Panni, Sergio. E Aradori, oggi, non viene battuto da nessuno, forse davvero in pochi casi è stato lasciato fermo mentre l'avversario gli scappava"

Ma lo scorso anno quale era il problema della mancanza di disciplina? "Gli elementi della società erano distanti e non erano tutti uomini di pallacanestro. Questa volta siamo tutte persone che conoscono il basket, siamo sempre presenti e c'è sempre qualcuno in allenamento. Ed è grazie a questo che Caja lascia aperto il palasport per gli allenamenti, non ha problemi di questo tipo. Non penso che Dalmonte non fosse in grado di chiedere disciplina, ma la chimica non era buona. Ora siamo coesi, e qualsiasi lamentela stupida, di quelle che si sentivano l'anno scorso, viene subito troncata. E i veterani, quando non vedono richieste e richiestine dagli altri, sono più tranquilli. Per questo Aradori e Fantinelli vivono meglio questa stagione, siamo tutti più uniti"

Serve più qualità dalla panchina? "E' vero, ma abbiamo fatto questa scelta di dare la possibilità a qualche giovane, più Panni. Sono contento di come stia crescendo Morgillo, è acerbo e deve imparare il mestiere e ad esempio a Trieste ha pagato con i 4 falli in pochi minuti. Però è un elemento positivo. Aspettiamo Conti, Sergio sta dando buone cose. Servirebbe un altro giocatore, ma per adesso stiamo così che abbiamo trovato la chimica giusta e non vogliamo andare a scombussolare: quel che non è rotto non va riparato. Stiamo calmi, andiamo avanti con questo atteggiamento positivo, così come lo è quello della Fossa e dei tifosi. Vero che dopo 5 vittorie è facile essere felici ed è chiaro che forse manca qualcuno, ma chiunque viene a Bologna sa che il pubblico è di quelli che la pallacanestro la conosce. Quindi è vero che forse serve profondità, ma aspettiamo la crescita dei ragazzi, specie quando gli altri saranno stanchi, e in questa serie di partite ravvicinate ne vedremo i frutti. I ragazzi sono stati per ora sacrificati, ma le cose cambieranno"

Ci potrebbe essere spazio per Giordano? "Caja non è di quei finti allenatori che manda in campo giocatori per pochi minuti e poi li toglie, non cerca di fare il piacione e fa cambi solo quando ritiene il giocatore in grado di reggere 7, e non solo 2 minuti. Vedo Giordano crescere, a dicembre-gennaio potrà dare il cambio ai veterani, come prevedevo già da agosto: è bravo, ma gli serve un po' di scuola"

Come vivi il tuo ruolo? "Per me è più facile che non per gente che studia e poi ha immediatamente un ruolo. Ho fatto tante cose, giocatore, dirigente, anche proprietario, allenatore, l'unica cosa che non ho fatto è stato pulire il parquet per soldi, di solito lo faccio gratis per evitare che qualcuno si faccia male. Sono in accordo continuo con il presidente, è stato lui a darmi l'idea di questa posizione, e quando c'è stato qualche problema tra la dirigenza e Gentilini è arrivata questa proposta di stare più vicino alla squadra, così come lo scorso anno avevo provato di condividere qualche mia idea con Muratori. Certe cose erano state ascoltate, altre no. E devo dire che il nostro presidente è davvero un personaggio: io credevo di sapere davvero tutto, ma da lui arrivano ulteriori idee, e imparare da lui mi rende orgoglioso. E se posso poi aiutare quella che è la mia squadra del cuore, questo ruolo non mi è per niente difficile, anzi mi diverte"

Sei stato infatti l'anello di congiunzione per arrivare a questo organigramma. "In quel momento serviva qualche passo indietro e umiltà. Alcuni elementi per orgoglio non lo hanno capito, forse anche per diversità di vedute, e sono usciti. Io ho cercato di spiegare che essere diametricalmente opposti rende tutto complementare. Erano partiti così, ci sono stati problemi, ma adesso questa è la situazione migliore"

Ci sono possibilità di unioni tra la Fortitudo e la tua Basket Academy? "Perchè no? Io non invento l'acqua calda, insegno ai ragazzi il palleggio, la penetrazione, la difesa, e l'essere orgogliosi di quello che sono. E magari avere anche la giusta cazzimma, senza pensare che gli avversari siano migliori. Lavoriamo molto sul dare ai ragazzi diverse vedute e diverse spiegazioni, siamo stati in varie sedi europee e non solo, e penso che la Fortitudo sia un importante marchio internazionale per cui se ci fosse la possibilità di unire le cose sarebbe bello"

Che budget serve per essere competitivi (da semifinale) in A1? "Ci sono sempre due partite, in campo e fuori. E noi siamo decisi di non voler mai più andare in A1 in maniera impreparata, come forse è successo in passato creando un effetto yoyo. Quando vai in A1 devi sborsare 650 mila euro anche solo per l'iscrizione, quindi ora è importante consolidare questi soci, portarne altri nel Consorzio, e dobbiamo fare il passo lungo quanto la gamba. Dobbiamo consolidare la nostra bella Fortitudo e andare in A1 per dare sberle agli altri, non per arrivarci da impreparati. Poi il campo conta molto, conta la chimica, ma per essere concorrenziali e puntare alla semifinale servono dai 6 agli 8 milioni. E se vuoi essere ancora più tutelato, si va in doppia cifra. Ad ogni modo, a noi non servono sponsor utili solo per strisciare la carta di credito, perchè ogni socio deve essere orgoglioso di essere in Fortitudo, e deve sapere come vengono utilizzati i soldi che vengono investiti, anche per invogliarli ad impegnarsi ancora di più. Forse ora non siamo ancora pronti, ma non ci vorrà tanto per dichiarare, chiaro e tondo, che decolleremo"

(foto Valentino Orsini - Fortitudo Pallacanestro Bologna 103)

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