Dimentica del concetto di sconfitta da duemila mesi, la Fortitudo esordisce in A2 con un KO a Imola figlio di una partita confusa, poco felice, fatta di un allucinante blackout nel terzo quarto che ha concesso ad una Imola non sempre ordinata ma più attenta di fare parzialone quasi vincente. Quasi, perché poi alla fine i regali bolognesi vengono ridati indietri, Candi e Flowers la riaggiustano, prima che nelle ultime azioni del regolamentare arrivi l’impatto di Amoni dalla lunetta e l’errore, dopo buon giro di palla, di Raucci. Gol sbagliato gol preso, e nel supplementare una Fortitudo che perde pezzi su pezzi per falli non può far altro che lasciar spazio all’Andrea Costa, sorprendentemente – ma forse nemmeno tanto, vistala sul campo – imbattuta fin qua.

Tanto gentil e tanto onesto pare, il ritorno nel professionismo della Fortitudo: palla a Radic e sono sempre confetti, Imola che non sa bene da che parte provare ad attaccare, e 8-0 in un amen. Pare, appunto, perché Anderson inizia a farsi trovare, e proprio mentre Boniciolli come solito ribalta in campo tutto il secondo quintetto arriva impatto e tanti, tanti liberi che Imola sacrifica sul ferro. 11 a 11, ma è solo questione di aspettare la tripla di Hassan che mette freccia. Bologna si impasta, Montano assaggia le altrui orbe, e per uscire dalle pesche in un momento di pressing speculare che porta le squadre a faticar anche per il mero superar metà campo è un ciuf di Flowers per il 19-15 F del 10’.

Bologna sembra giocare con la paura di sbagliare lo spartito, e quando c’è da lottare nel fango è Imola ad avere soluzioni migliori, con Prato prima e il duo Washington-Anderson ad avere facce ben più cattive di quelle del capoluogo. Si fa 30-24, poi a Bologna bastano due difese per fare break e risorpassare, prima che Flowers paghi con tecnico (media lamentela) ciò che non era stato dato a Italiano prima (grossa lamentela). Poco dazio, si resta in equilibrio e più ormone che tecnica, bella sfida tra esterni (Sabatini vs Candi-Montano), e De Nicolao a suggellare dalla lunetta un primo tempo di più attacchi rispetto all’immaginato sul 42-40 Imola.

Dignitosa prima, nevrotica poi: si riparte con Imola a tuonare per un cesto al 24” annullato ad Hassan, storie tese tra Iannilli e Anderson, e tabellone che non cambia i propri led in zona punti fatti per un bel po’ prima che un antisportivo di Sorrentino diventi ciccia nel piatto del 14-0 che manda avanti Imola. Bologna non segna, nemmeno ci arriva, spesso, a sognare di farlo, e quando dopo calende greche Flowers toglie dal canestro la colonia di ragni che ci aveva fatto casa è solo per tornare dal -12 al -10. Boniciolli ordina di pressare come se non ci fosse un domani, Imola ne risente, Montano a pochi secondi dal 30’ viene lanciato per il -7, poi è criminale lasciare Anderson bollare, sulla sirena, il 63-53 interno di fine quarto.

Candi è l’unico con la giusta connessione, e tocca a lui provare a rimettere insieme le cose. Il primo segnale di Carraretto rimette Bologna attorno alla linea di galleggiamento (-5 al 34’), ma serve qualcosa di più per arrivare davvero a tiro contro una Imola che, persa lucidità, traccheggia quasi a voler cercare di far passare il tempo più che altro. Una che non ha la continuità per farne due di fila e far davvero paura, l’altra che non ha il nerbo per frustare, Però Imola regala qualcosa, non la uccide, e l’inerzia cambia con Candi e Flowers a menar impreviste, solo pochi attimi prima, danze. Imola non ci capisce più niente malgrado un atroce gollonzo da 3 di Amoni, e da 77-71 è sorpasso Fortitudo in poche azioni. Radic potrebbe fare +3 dalla lunetta ma sono due ferri, Anderson a 29” fa +1 Imola, Flowers altra tripla per il +2, poi viene fischiato un fallo a Sorrentino su Amoni in abbraccio da blocco. Mano che non trema, parità a quota 81, poi la palla vittoria arriva a Raucci, picche e supplementare.

Sbagliato il match point, la Fortitudo parte traballando, poi risucchia qualcosa con Flowers prima del quinto fallo di Sorrentino, che visto qualche acciacco fisico di Montano costringe Boniciolli a dare una azione anche al cinno Campogrande. Però è Hassan a trovare il gol del +5 che spariglia lo sprint, e il resto sono solo gli applausi dei tifosi imolesi ai propri giocatori. Finisce 93-87.

IL VIAGGIO DEI FOREVER BOYS PER ABBRACCIARE LA SQUADRA
PESARO - FORTITUDO SUPERCOPPA 2001, PAGELLE E STATISTICHE