Terremoto in casa Virtus: esonerato Ivanovic, squadra a Jakovljevic

Il terremoto in casa Virtus è arrivato questa sera alle 18.45, con il comunicato dell'esonero di Dusko Ivanovic.
La decisione vista da fuori sembra poco comprensibile, visto che si tratta del coach che l'anno scorso ha vinto lo scudetto e che comunque quest'anno ha guidato la Virtus al primo posto in classifica, e anche a un'ottima Eurolega, finchè gli infortuni non hanno decimato un roster non particolarmente lungo, anzi.
Però è anche evidente che nelle ultime settimane ci fossero segnali di qualche frizione. Lato societario, un rinnovo che sembrava in dirittura d'arrivo a un certo punto non lo è stato più, tanto che per il tecnico montenegrino sono uscite altre possibili destinazioni, come l'Aris Salonicco. E lato spogliatoio, con qualche sintomo di difficile convivenza tra Ivanovic ed alcuni giocatori, Edwards in primis. I soli 9' di ieri a Milano, e la panchina per tutto il secondo tempo, sono il segno evidente di un rapporto mai decollato tra il miglior realizzatore dell'Eurolega 2024-25 e il coach di Bijelo Polje. Anche con Smailagic il rapporto non sarebbe stato dei migliori. In generale, Ivanovic pochi giorni fa aveva accusato la squadra di non avere "una mentalità vincente", frase molto pesante che aveva ricordato quella pronunciata un anno fa dopo il Maccabi, in cui i giocatori furono accusati di aver giocato "da perdenti". L'anno scorso la società fece quadrato attorno a lui, il gruppo si ricompattò e arrivò allo scudetto. Qui non è andata così, anzi è stato il coach a essere accompagnato alla porta.
Ivanonic è stato dunque esonerato, come gli era successo di recente anche alla Stella Rossa e a Baskonia, confermandosi un allenatore eccellente per subentrare in corsa, meno quando si tratta di gestire un gruppo dall'inizio. Con lui è stato esonerato Nenad Trajkovic, il vice voluto da lui in estate.
Si è andati con la soluzione interna: fino a fine stagione la Virtus sarà allenata da Nenad Jakovljevic, che già aveva retto l'interim l'anno scorso dopo le dimissioni di Luca Banchi. Il giovanissimo tecnico serbo - classe 1988 - per prima cosa ha il compito di tranquillizzare l'ambiente, per provare poi a vincere lo scudetto. E magari guadagnarsi la riconferma l'anno prossimo.
