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(foto Virtus Bologna)
(foto Virtus Bologna)

Spalle al muro, di nuovo. I playoff 2026 per la Virtus sono decisamente complicati, e dopo le enormi difficoltà patite contro Trento anche la serie contro Venezia è partita male. La squadra di Spahjia - solida ed esperta - è stata brava a reggere l’urto iniziale della Virtus, che era andata subito a +11, e nel finale è stata decisamente più lucida. Mentre la Olidata si incaponiva con gli 1vs5 (di Edwards, soprattutto), la Reyer ha giocato di squadra e trascinata da Cole e Wiltjer ha trovato i punti per l’allungo decisivo. E a proposito di Wiltjer, l’ex Gonzaga ha fatto davvero una grande partita, aiutato però dai tantissimi (troppi) minuti di non difesa di Smailagic su di lui. Dalla panchina si sarebbero potute, e dovute, cercare altre soluzioni.

Citando coach Simone Pianigiani, si potrebbe dire “siamo questi”. La Virtus è arrivata al momento decisivo della stagione senza due giocatori del quintetto, il miglior difensore (Pajola) e l’attaccante più versatile (Alston) e con un coach esordiente, dopo il burrascoso esonero di Ivanovic. Che si potesse fare fatica era onestamente prevedibile. Nonostante tutto, però, i bianconeri hanno ancora la possibilità di raddrizzare la serie e portarla a casa. Si torna in campo già domani, e varie cose dovranno cambiare. Il problema principale, in ogni caso, resta la difesa. Dopo l’eccellente ed illusoria gara 1 contro Trento nelle successive cinque partite la Olidata ha incassato 91.2 punti di media, decisamente troppi. Per provare ad arrivare in finale questo dato andrà cambiato.

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