(Foto Mauro Donati)
(Foto Mauro Donati)

Demis Cavina è stato ospite di “Basket City” su TRC.

Come è andata l'estate? “E' stato un bel precampionato, tanto lavoro, sono contento. Abbiamo concluso con la sconfitta contro Cividale: meriti loro che poi hanno anche vinto, noi arrabbiati per come è andata, per il supplementare, ma andiamo avanti con un gruppo che lavora con armonia.”

Siete visti come gli underdog del campionato. “Non amo le definizioni, penso che in questa piazza non si possa non provare a vincere. Dobbiamo portare il campionato a livello della Fortitudo, l'idea è di farlo in due anni ma ci proveremo subito. C'è tanto equilibrio ma noi cercheremo di dare il massimo con una squadra di giocatori che hanno ambizioni”

Come la stai vivendo? “Il ‘pre’ è stato più intenso, la presentazione, l'abbraccio dei tifosi… ora lavoro con un grande staff e una squadra che mi piace tanto. Vivremo i momenti difficili con serenità.”

Cosa hai chiesto ai tuoi? “Esaltare il gruppo, che deve nascere in modo autonomo con le sue gerarchie. A chi era già ho chiesto di velocizzare il percorso di apprendimento, non solo in palestra (e che bello il ritorno in Furla!). La crescita è anche accettare gli errori.”

La Furla. “Tanti tasselli sono andati a posto, quest'anno, e abbiamo una squadra consapevole. Siamo tutti curiosi di vederla in campo al Paladozza: a volte mi sembra di parlare come un tifoso, ma siamo tutti carichi”

Da tifoso ti contesterai? “Sono il più grosso contestatore di me stesso, cerco di migliorare sempre. E ho moglie e figli che pure loro mi contestano.”

Ci si aspetta il derby. “Me lo chiedono anche i virtussini, è il più bell'augurio che possono farmi, anche se dicono che sono 4 punti facili.. il derby manca pure a loro. E con Paolo Ronci, per ora, ne ho promesso uno a tavola.”

La Virtus?  “Cercherà di seguire l'esempio di Parigi, correre molto a differenza del passato. Molte novità, discontinuità tattiche, sono curioso”

La Fortitudo comunica molto. “Il cambio è stato radicale, anche come staff. Si è cercato di avere idee diverse, il presidente è un grande comunicatore, e abbiamo cercato di portare queste idee anche a livello di squadra. Non è questione di paragoni con il passato, non ne voglio fare, ma questo è un mio modo di pensare. In società non siamo la famiglia del Mulino Bianco, questo è certo, a volte abbiamo idee diverse ma cerchiamo di avere sempre, alla fine, un pensiero unico.”

Il calendario asimmetrico cambia qualcosa? “Lo scorso anno mi portò a perdere partite importanti. È una asimmetria che ci darà un dicembre e un gennaio di fuoco. Ma sono problemi che hanno tutti”

Sognavi di essere dove sei ora? “In estate ci ho pensato, ora siamo tutti focalizzati sul lavoro. Ma già adesso, dopo due amichevoli, a salire le scale del Paladozza vengono le farfalle nello stomaco. Prima, perchè poi si gioca.”

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