nba camp
nba camp
(Foto Mauro Donati)
(Foto Mauro Donati)

Flats Service Fortitudo Bologna – Unicusano Avellino 93-61

Alla fine solo un incasso in più e un incazzo in meno, e la Fortitudo termina la pratica Avellino con un partitone di quelli che fanno capire cosa significhi il fattore campo nei playoff, e che va bene si era persa (specie in gara 3) l’occasione per evitare sforzi eccessivi, ma che forse per la spiaggia è ancora presto. Recuperati Fantinelli e Moore, la partita di fatto non esiste: 21-6 dopo 7’, e il resto è evitare guai ed eventuali bagarre. Tutto riuscito, stavolta solo applausi e niente gossip. Ci voleva.

 

Cronaca

Tutti uniti, chiede la Fossa durante la presentazione delle squadre a memento che, in fondo, ci sarebbe un playoff da giocare. Ad essere unita per prima è la truppa, che abbarbicata ad un abbacinante Moore fa già 21-6 in 7’ per spiegare come vanno le cose. Sinfonia di testa e ormoni, Avellino non sa nemmeno da che parte inziare, 28-9 al 10’

I fischietti regalano ad Avellino un quarto fallo di Della Rosa che fa ringraziare il recupero di Fantinelli, e sul 32-10 Bologna inizia a sembrare più umana, concedendo qualcosa ma restando sempre discretamente sul pezzo. Non c’è però gara, sia davanti che dietro: con un tiro da 4 di Sarto si fa 43-20, poi ce ne sono 8 di Francis e Sarto al gong, 45-28.

 

Moore fa capire che non c’è nessuna voglia di riaprire storie già finite, e una tripla di Zerini è l’ultimo segnale di Avellino prima di un’altra scarica che porta pure al trentello (68-38) e ad un soffice 71-43 al 30’.

Anumba prende il volo, la Fossa canta, nessuno si lamenta, si dilaga, mercoledì siamo di nuovo qua.

G5 Flats Service Fortitudo Bologna - Unicusano Avellino, halftime
"Tutti uniti per questo simbolo, per questa gente", la coreografia della Fossa