Mumbru, "Milano sarà subito difficile, ma noi cerchiamo di crescere"
Alex Mumbru è stato ospite di Raiplaysound.
“In Italia c'è un grande campionato, di altissimo livello. Tutti vorrebbero allenare la Virtus una volta nella vita”
Il doppio ruolo di club e allenatore? “Con la Germania siamo vicini alla qualificazione al Mondiale, facendo finora un buon lavoro. In Virtus siamo una squadra nuova, con un nuovo sistema: stiamo lavorando bene, crediamo nelle nostre qualità e ci alleniamo sodi”
Squadra giovane. “Vogliamo correre molto, trovando soluzioni partendo da buone difese. Dobbiamo migliorare giorno dopo giorno per poterci permettere di lavorare in questo modo”
L'Italia è una lega competitiva. “Fino a pochi anni fa Milano e Virtus erano al top, ora ci sono altre squadre di alto livello. Cosa ottima per il movimento, sarà tutto più difficile”
Semifinale di Supercoppa contro Milano. “La prima cosa che dico è prepararci bene, ma pensando all'interno di un processo e non alla singola partita, per costruire la chimica fin da subito. Milano sarà subito difficile, è ottima squadra con grandi giocatori e potrebbe vincere tutto. Noi vogliamo crescere e competere non solo contro di loro ma contro tutti”
Allenatore in campo già a Bilbao? “Da giocatore studiavo già da coach, e Bilbao mi ha dato subito una possibilità. Non è stato un passaggio facile ma mi sono ambientato bene mettendo in pratica quello che avevo imparato in passato”
Il suo capitano è Hackett, affrontato in un Bilbao-Treviso. “Quando hai una squadra giovane serve sempre un veterano che indirizzi tutti. Sono molto felice di averlo, in campo aiuta i compagni e spiega quel che deve fare”
La più bella partita con la maglia della Spagna? “C'è stato poco tempo fa il ventennale del mondiale del 2006, qualcosa di speciale”
Gasol il migliore con cui hai giocato? “Ho giocato con tanti forti, i Gasol, Rubio, Fernandez, tutti diventati amici con cui in estate ci troviamo a cena”
Il migliore avversario? “Kobe è stato il più tosto, un vincente”
Cosa fai fuori dal campo? “Padel, sport, famiglia, cena con amici e lo staff”
Le curiosità di Bologna? “Il secondo giorno in città ho visto che tutti hanno preso una pizza, l'ho presa anche io”
La città? “Ci alleniamo tanto e c'è poco tempo, ma penso sia una città bella da vivere. Tanti ti salutano, questo mette pressione ma anche incitamento”
Abitudini e scaramanzie? “In 21 anni di carriera tanti, anche da coach. Sono molto focalizzato sulle cose da fare, concentrarsi è la cosa più importante”