Per il terzo anno consecutivo, la finale scudetto sarà tra Olimpia e Virtus. Il duopolio di cui si è tanto parlato in questi giorni è stato confermato dalla realtà. Onestamente non poteva essere altrimenti, vista l’enorme differenza di budget, roster e talento tra le due squadre di Eurolega e il resto del mondo italico.
Nei due anni precedenti, una vittoria a testa, ed entrambe le volte ha trionfato chi partiva sfavorito e senza fattore campo: la Virtus nel 2021, Milano nel 2022.

Per entrambe non è stata una stagione facile. L’Eurolega ha messo a dura prova Milano, che - partita con sogni di Final Four - non è arrivata nemmeno ai playoff, nonostante i ripetuti interventi sul mercato. Per la Segafredo la prova è stata ancora maggiore, dato che di interventi sul mercato - invocati più volte da Scariolo - non ne sono arrivati, nonostante i tanti infortuni e i problemi sotto canestro. E così l’obiettivo playoff dichiarato a inizio stagione dalla proprietà si è rivelato impossibile da raggiungere.
In Coppa Italia, entrambe hanno mancato la vittoria, cadendo contro Brescia, Milano ai quarti e la Virtus in finale.
Perchè sia una stagione da ricordare - quindi - resta solo lo scudetto, e solo una delle due lo vincerà.

Il percorso dei playoff è stato decisamente solido per entrambe: netto per la Segafredo, una sola sconfitta per l’Armani. E scarto medio nettissimo nelle vittorie: +21.8 per Milano, +19.2 per Bologna.
Sia Scariolo che Messina sono riusciti a trovare il roster più equilibrato scegliendo i sei stranieri più adatti tra quelli a disposizione. Quelli bianconeri per ora sono stati fissi e probabilmente resteranno tali - Teodosic, Cordinier, Ojeleye, Shengelia, Mickey, Jaiteh - Milano a volte usa Hall e altre Pangos, mentre sono intoccabili Napier, Baron, Shields, Hines e Voigtmann, che è letteralmente esploso dopo una stagione difficilissima. Un po’ quello che è successo a Mickey, che dopo un’annata complessa è in netta crescita.

Insomma, una finale che si prospetta equilibrata. Milano sicuramente parte un passo avanti, sia per il fattore campo che per quanto fatto vedere dall’arrivo di Napier in poi. La Virtus però è lì, in grossa crescita da tutti i punti di vista, difesa e condizione fisica su tutti.
Gli ingredienti perchè sia una bellissima sfida ci sono tutti. Si inizia venerdì 9 giugno, con anticipo di un giorno rispetto alla programmazione originaria dovuto al calcio, visto che sabato 10 si giocherà la finale di Champions League che vede impegnata l’Inter.

(foto Valentino Orsini)

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