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(Foto Mauro Donati)
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Ok, ci eravamo sbagliati tutti. 8 punti negli ultimi 97", il cesto finale scoccato a 1" e 4 decimi dal gong, non lasciando a Pesaro la possibilità di replicare, e di colpo Matteo Imbrò passa dalla definizione di esterno preso inspiegabilmente al posto di un lungo a quella di eroe della patria. La Fortitudo che sbanca Pesaro non è però soltanto lo sfoggio di cojones da parte del fischiatissimo ex, ma anche una prova di coesione, unità e collettivo che fa, adesso, davvero sognare. E va bene che ai padroni di casa mancavano di fatto due giocatori, ma è come se il destino, ieri, avesse ridato indietro ai Caja's un po' di quelle partite dove sotto canestro c'era Guaiana, per intenderci. Ora la classifica è tanta roba, e va bene che forse il primo posto rimane troppo lontano, ma intanto Bologna c'è. E, soprattutto, fossero playoff - poi ora che va tanto di moda il concetto meglio essere promossi dai playoff e non direttamente per via degli incassi - questa squadra non pare esattamente partire in secondo piano.

Non ci si dovrà riposare, perchè domenica c'è già Avellino, magari sperando che Moore riprenda le chiavi della squadra meglio di quanto fatto a Pesaro (col senno di poi, forse è stata una scelta acerba. Ma col senno di poi, è anche un bel chissenefrega). Però ora c'è una squadra dove la classifica dice che crederci fa bene, che è in erezione agonistica (7-1), e che questo è un miracolo,  viste le diatribe fuori dal campo e le tante partite giocate con Caja che poco ci mancava convocasse anche due o tre tra giornalai e tifosi, per farne 10 anche solo in allenamento. Che poi noi ci saremmo anche andati, a patto di non fare suicidi. Avanti con la prossima, cribbio.

Innamoratissimo - Imbrò, appunto. Sorokas, ad un punto dalla doppia doppia con il 2 davanti. Ma tutti, tutti, anche Moore che comunque ha dato pressing difensivo e non ha cercato di forzare il proprio tabellino.

In preda ad uno spasimo - Va bene che il cesto finale forse avrebbe portato a pratiche di autosoddisfazione con conseguente obbligo di divieto ai minori, ma la magata di Imbrò è stata negata alla visione di chi era su LNP pass, e che già durante tutta la partita, specie il secondo tempo, aveva dovuto ributtarsi sulla radio come ai vecchi tempi. Sarebbe forse il caso che ci si dotasse di una regia centralizzata, senza dipendere dai club.

 

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