Fortitudo, Moore o Perkovic? Seguirà dibattito (forse)
Primaverile margherita da sfogliare, per la Fortitudo di oggi che a breve vedrà scadere il contratto di Perkovic e dovrà decidere cosa fare, tra lui e Moore. A domanda, Caja dopo Cento ha risposto con frasi che sarebbero piaciute a Kipling ai tempi del suo se…: SE Perkovic fosse sempre quello di mercoledì e non quello di Livorno, SE Moore fosse già pronto, SE Perkovic garantisse più continuità, SE Moore non avesse mesi di stop sul groppone. Insomma, il classico ginepraio dove il titolare del nome potrebbe anche rispondere che serata io sono a posto così, ma che alla fine una decisione la dovrà prendere.
Statisticamente parlando, i due non sono poi dissimili: 17 punti per entrambi, più o meno, anche se Moore giocava 30 minuti di media e Perkovic 25. Entrambi ottimi liberisti (94 a 88 per Lee, ma Toni se ne procaccia più facilmente), Moore tira meglio (43 a 38), prende qualche rimbalzo e smazzola qualche assist in più, così come perde qualche pallone extra. Che, tradotto, vuol dire una cosa sola, semplificando: Moore pare più coinvolto nel gioco di squadra, Perkovic è un buon produttore offensivo in autonomia. 7-3 il record di Toni, 7-4 quello di Lee, e anche qua c'è un buon equilibrio. Moore è forse più lineare, Perkovic più da alti e bassi (ma anche quasi 22 di media nelle ultime 5).
Senza andare avanti con la lenzuolata di stats, la squadra avrebbe bisogno di entrambe le caratteristiche: Moore riesce a costruire più cose e rendere un po' più attivi anche i compagni (Sarto pare si accoppi meglio con lui, ), Perkovic riesce, in giornata, a far reparto da solo senza bisogno di altro. Quindi? L'impressione è che molto dipenderà dalla situazione fisica di Moore, dato che Caja già ai tempi di Harris - buon inizio, poi acciacco e ora faville in Mongolia - aveva fatto capire che se in estate aveva scelto l'ex Brescia, un motivo c'era. Il problema rimane quello del contratto di Toni che scade durante un discreto tour de force del calendario, e quindi l'obbligo, nel caso, di far risalire Moore su un treno in corsa. Ma, almeno, possiamo dire che la scelta di Perkovic è stata azzeccata, così come lo era sembrata quella di Harris ai tempi del primo incidente del prescelto estivo.
