Virtus, inizia la semifinale con Venezia. Domani gara 1 alle 20

VIRTUS OLIDATA BOLOGNA – UMANA REYER VENEZIA
Archiviata la pratica Trento, chiusa 3-2 come da consuetudine negli ultimi anni ai quarti di finale, è già ora di Venezia, con una sfida salita di livello rispetto a quella dello scorso anno, 1° turno di playoff, terminata con la partita che ha aperto le porte del mito per Toko Shengelia, autore del celebre alzati-cammina-segna che regalò il viatico per lo scudetto. Pure la Reyer è arrivata qui con un cammino di 5 partite, vinte quelle in casa, le prime 2 larghe, l’ultima combattuta, mentre a Tortona di fatto mai in partita. Il caldissimo (sotto tutti i punti di vista) Taliercio, alle sue ultime fatiche, in annata non è stato quel fortino un tempo inaccessibile, sia in stagione regolare, sia in Eurocup (su tutto, lo scippo di Trento nei playoff), molte son state le cadute interne, nei playoff invece è stato basilare per il passaggio del turno. Venzia ha un roster lungo e talentuoso, ma dalle prestazioni ondivaghe, sia nel corso della stagione, sia delle singole partite, con tanti vantaggi scialati nell’ultimo quarto. Coach Spahija può alternare quintetti di vario tipo, piccoli e grandi, negli anni passati un dilemma è stato Parks da 3, con velocità e atletismo, potrebbe essere Niang il candidato a limitarlo, da capire gli assetti che coach Jako definirà, pure Jallow parrebbe profilo adeguato, ma nella rotazione degli stranieri non è detto che faccia parte della partita. L’Umana conta su 2 centri dalla caratteristiche all’opposto, mano morbida, velocità sui tagli e facilità a farsi trovare in movimento per l’ex Tessitori, sostanza nel pitturato per Horton, rientrato dopo lungo infortunio. La squadra è ora nelle mani di R.J. Cole, efficace sia nel concludere per se, sia per mettere in ritmo i compagni (17+5), mortifero ai liberi. Tra gli esterni, Bowman è play di stazza, Candi da sempre contro la Virtus gioca un derby personale, Valentine genio e sregolatezza, in stagione più la seconda, ma meglio non esaltarlo. L’uomo che lega i reparti è Wheatle, mentre dall’arco, e non solo, contro la Virtus ha sempre visto rosso Wiltjer, lungo con oltre il 40% da 3 con più di 4 conclusioni ad uscita. Il reparto italiano è completato dall’ex Nikolic, da De Nicolao (Giovanni), Lever lungo atipico e dal georgiano di laguna Janelidze, quasi mai impiegato. Venezia ha avuto l’attacco più prolifico della stagione, dominando a rimbalzo, non perde troppi palloni e non è più quella macchina del tiro da 3 di un tempo, bilanciando le conclusioni, giocando un numero elevato di possessi dato appunto da rimbalzi e poche perse. Non bene però in difesa, tallone d’achille della stagione, soprattutto lontano dalla laguna. Per la Virtus, già certa delle assenza di Pajola e Alston, una serie complessa, dove sarà chiamata, coach in primis, a fare delle scelte, cercando di metterci quell’aggressività che ha fatto la differenza nelle ultime 2 partite vinte. Partire col piede giusto sarà basilare, Venezia vive d’impeto, e spegnerla è già una mezza vittoria, tenendo conto che con certi giocatori non primeggia ai liberi e qualche fallo per spegnere transizioni e opportunità favorevoli non è un male assoluto. Aver già giocato spalle al muro può dare consistenza mentale, Venezia questo non l’ha fatto, in trasferta non ha dovuto salvarsi il quarto di finale.
Si gioca sabato ore 20:00 alla Virtus Arena, diretta Sky, streaming LBA tv e Now, in radio su www.radiobolognauno.it. Arbitreranno i sigg. Lanzarini, Gonella, Capotorto.
