Casarin: il gruppo ha trovato subito la giusta chimica. Mumbrù è molto esigente sulle palle perse

Davide Casarin è stato ospite di Black and White su Nettuno Bologna Uno.
Sicuramente quando arrivi in club come la Virtus Bologna la cosa che ti chiedono da subito è professionalità e diciamo essere molto, molto professionali dal punto di vista sia dentro che fuori dal campo. Per me è un onore. Comunque quando ho ricevuto la chiamata della Virtus è stato quasi come l'ho sempre detto, è quasi come un sogno, perché da piccolo tu sogni sempre di arrivare in una squadra. titolata così come la Virtus, così importante in Europa come la Virtus e primo anno da rookie nell'Eurolega è un'emozione incredibile e diciamo che è da un po' di anni che parlavo con la Virtus, poi finalmente siamo riusciti a trovare un accordo. Per quest'anno e la cosa che mi ha colpito di più, devo essere sincero, ho tolto tutta l'organizzazione che è di altissimo livello, di primissima fascia. I tifosi sono incredibili, me l'han sempre detto, c'ho sempre giocato contro e li vedevo. Però quando ce li hai dalla tua parte, cioè è veramente un plus in più che ti che ti porta veramente tanta energia, ti dà tanta energia per vincere le partite.
Qual è l'importanza del gruppo in questa stagione e all'affiatamento, anche con l'ambiente? Siamo un gruppo molto giovane che si è trovato bene fin da subito ed è questa è una cosa importantissima perché tu puoi essere forte quanto vuoi, però se non trovi la giusta chimica all'interno del gruppo, anche star bene fuori dal campo, quello aiuta molto. Quindi noi siamo stati bravi, diciamo, anche fortunati ad avere aver trovato subito questa chimica tra di noi che ci porta veramente tanto anche in campo, penso si veda perché nei momenti difficili siamo sempre tutti coesi, siamo uniti e quindi quello ci aiuta tanto. E poi vabbè, il pubblico in casa ci ha dato una spinta secondo me significativa, soprattutto la partita contro l'Olympiacos che è una partita tosta, difficile, sapevamo, però quel pubblico è stato veramente il sesto uomo che ti che ti porta a vincere le partite di un modo o nell'altro. e speriamo di averlo anche nelle prossime partite in casa con Basconia e Scafati. Comunque sono partite molto importanti per noi, per il nostro percorso, però il nostro gruppo è molto solido e anche essendo molto giovani ci troviamo molto bene, non è mai scontato.
Che allenatore è Mumbrù nel quotidiano e su quale aspetto del tuo gioco ti chiede di lavorare di più. Il coach è molto esigente sulle palle perse, mi chiede molto di essere più diciamo attento su questo dato. E poi essendo comunque una squadra con tanti punti nelle mani un giorno uno può far venti e poi lo fa l'altro quindi non è tanto quello dei punti ma l'importante è difendere perché lui vuole una difesa molto aggressiva che poi ci possa dare l'opportunità di correre in contropiede. Alla fine è il nostro gioco quello di essere molto veloci su entrambi i lati del campo e non perdere la palla; è la cosa più importante che con Roma purtroppo non mi è è venuta al massimo. Però diciamo che è durante la stagione quello che voglio migliorare è la lettura di gioco, quando arrivi in contesti così di Eurolega e si dimezzano ancora di più i secondi per leggere bene il campo, la velocità è sempre alta. Quindi devo solo ambientarmi a questo livello poi io faccio tutto quello che serve per la squadra per vincere le partite, e poi sono sicuro che tutto arriverà e devo solo ambientarmi bene su questo livello, comunque altissimo sia a livello di campo ma anche a livello di pressioni. Però sono più che pronto e più che volenteroso di lavorare per raggiungere bene questo livello.
Cosa significa avere in squadra un giocatore come Daniel Hackett.
E' qualcosa di cui bisogna vantarsene secondo me avere un capitano così, un giocatore così nella propria squadra. Pensa, io avevo la sua maglia del CSKA da piccolo. E' veramente uno degli idoli da piccolo che avevo, quindi veramente è qualcosa di che non so neanche spiegarti a parole, perché un giorno lo vedi in TV e c'hai la sua maglia addosso e il giorno dopo sei con lui in spogliatoio, a fare balotta come dite voi quindi è incredibile.
Lui mi aiuta molto in questo cioè io mi confronto molto con lui, mi dà una mano enorme perché comunque non è facile arrivare a 23 anni in una squadra come la Virtus ed essere il cambio dei playmaker. Penso che sia uno dei migliori capitani che abbia mai avuto a livello soprattutto di comunicazione e di sicurezza che dà. Ha girato una partita contro Maxima e non è scontato farlo. Non è che abbia fatto 25 punti, l'ha svoltata per il carattere per la voglia per la per anche le due parole che ha detto in più nel time out cioè questa cosa qui o ce l'hai o non ce l'hai e lui ce l'ha e la mette quando la mette in atto è qualcosa di incredibile.
Il tuo rapporto con la Nazionale. La nazionale comunque è sempre un onore andarci. Io spero che ci possa essere la l'opportunità di una convocazione nelle prossime finestre per qualificarci al mondiale. È un percorso un po' in salita, però non è impossibile, siamo un bel gruppo. Quell'estate scorsa purtroppo sono dovuto tornare a casa per un per un problema al ginocchio che mi sta un po' portando adesso avanti tutto. ora e quindi c'è un po' di amarezza per la scorsa per quest'estate per queste partite però devo dire che siamo un bellissimo gruppo sempre sempre più giovane che questa cosa non guasta mai anche perché più giovani siamo più corriamo quindi aiuta sempre e coach Luca Banchi è un allenatore di altissimo livello non serve che lo dica io ovviamente però nella nazionale non è mai facile soprattutto quando in questo periodo qui E che ormai sui social o comunque tutti sanno allenare, tutti sanno fare tutto e lui è veramente bravo a, diciamo, a distoglierci da quelle cose, a creare una bolla intorno a noi e a pensare solo a lavorare con essere nazionale.
Questa Virtus, da corsa, sul lungo periodo, come la vedete. Secondo me a lungo andare capiremo anche bene come trovarci, perché adesso noi corriamo tantissimo. A volte, come è normale e giusto che sia, ci si diciamo incarta incarti in qualche in qualche situazione, perché? quando dai tanto quando corri tanto e qualche magari passaggio lucido lo perdi fa fai fatica però secondo me nel lungo andare capiremo bene come amalgamare il tutto ed essere ancora più cinici sull'attaccare sul trovare la soluzione giusta al momento giusto però io sono veramente contento di poter far parte di un gruppo così e di uno stile di gioco così perché è lo stile di gioco ormai che adattano tutti però nel nostro caso non c'è uno che vuole spiccare cioè l'importante è portare a casa il risultato poi un giorno magari è Carr un giorno magari è Frazier magari un altro non importa a noi cioè noi dovevamo vincere più partite possibili e essere più competitivi possibili anche perché quando ci hanno messo penultimi ultimi in Eurolega noi c'è rimasta lì.
E' meglio secondo me partire come underdog perché non devi dimostrare nulla anzi devi solo fare il “lavoro sporco” noi per ora stiamo riuscendo poi ovvio ci saranno momenti di basso momenti più alti poi quello è la stagione come tutte le squadre però se noi riusciamo a essere costanti sul lavoro che facciamo quotidianamente in palestra secondo me potremmo fare un bel percorso.
Il ritorno da avversario a Venezia. E' la prima volta che vinco, però, perché nel momento finalmente ho sfatato questo tabù. E' bellissimo perché in quella palestra lì sono entrato quando avevo quattro anni, quindi capisci che ho passato tutta la mia vita lì, 3, 4 allenamenti al giorno. Quando c'era il Covid nessuno poteva allenarsi, ero sempre là. Questo magari non devo dirlo, però vabbè, però è veramente è stata un percorso, proprio una vita passata lì dentro e ritrovare anche mio padre in panchina, mio fratello, tutti i miei familiari, mia mamma, i miei nonni è bello comunque sì, è sempre speciale. Vorresti che non finisse mai quella partita, però per fortuna abbiamo vinto.
Mi è venuto in mente anche lui ha parlato di Cremona. Circa un anno fa al Paladozza, con una divisa non proprio consona se giochi al Paladozza, perché giocavi appunto a Cremona, hai messo un canestro da metà campo allo scadere. Non so se te lo ricordi.
Allora, sicuramente uno dei più strani, perché? quel maledetto di Veronesi me l'ha passata a 0.5 sporcarsi le statistiche, essendo un tiratore quindi l'ho un po' maledetto però alla fine no sì è stato sicuramente uno dei canestri più divertenti e belli della mia carriera anche perché onestamente tra noi adesso posso dirlo l'ho lanciata non avevo il tempo neanche di mirare ho detto poi è entrata perfetta ho detto fatto anche il fenomeno dopo. Giusto, fischiato, si fa così.
Un ricordo legato alla Virtus? Non posso non dire uno dei degli idoli di tutti i giocatori di basket soprattutto nel premaker è quando è arrivato Milos Teodosic. Quando è arrivato Milos Stodosic io giocavo già in prima squadra a Venezia, giocavo, ero aggregato e io mi ricordo quando l'hanno annunciato ho detto posso anche smettere qua, basta marcare una volta.
Lui esordì contro Venezia. Entrato, tripla subito, la foto che lui mi marca e io faccio finta di attaccare perché non potevo attaccare ovviamente contro Milos e faccio finito di attaccare c'ho la foto ma mi è bastata quella e sono contentissimo però quello lì è un ricordo ti dico davvero che resta nei nei miei ricordi da tifoso di basket perché guardavo Milos quando giocava anche con CSKA cioè quando giocava a livelli altissimi per me lui era uno dei giocatori più forti del mondo in quel momento per come ho ricordi io E quindi quando è arrivato, quando arrivò alla Virtus e quando ho visto sullo scouting che dovevo mancare, se dovesse capitare, Teodisic, ci ho detto: “Ah, vabbè, si fa”. Quindi quello è un ricordo che mi porto dentro.