Il DS della Fortitudo Davide Lamma è stato intervistato dal Resto del Carlino.

Ecco le sue parole: Prima del parlare del futuro vorrei soffermarmi sulla partita di domenica. Non era così scontata una nostra vittoria e i ragazzi sono stati bravi a essere aggressivi in attacco e in difesa. La pallacanestro che dobbiamo giocare e che il coach vuole sia giocata presuppone che in campo si metta aggressività su ogni pallone. Ai di là di quello che è il risultato finale l’importante è che ci sia stato questo tipo di atteggiamento durante la gara.

Perchè in trasferta manca altrettanta aggressività? E’ un gap che non abbiamo ancora colmato. E’ come se ci fosse un gradino che dobbiamo salire e noi vogliamo farlo senza alzare la gamba, è evidente che non ci si riuscirà. Al di là dell’assenza di Flowers la squadra è in crescita e adesso ci servirebbe solo una vittoria per sfatare questo tabù. Spero che questo possa accadere domenica a Recanati.

Se avessimo giocato come a Brescia almeno una vittoria in trasferta ce l’avremmo? Credo ci siano due aspetti da considerare. Quando giochi contro un avversario che ha il tuo stesso valore allora è normale che - casa o trasferta - tu abbia più aspettative su di te, dato che ti chiami Fortitudo. Quando invece sei ospite di una squadra che è più forte di te allora hai un po’ meno pressione.
E il secondo? La squadra deve capire che la vera impresa è vincere con le avversarie dello stesso livello. Sono due punti che devono essere tuoi, e quindi se non li conquisti devi andarli a prendere da qualche altra parte. Vincere in trasferta non è mai facile, per cui non è così normale battere chi è di pari grado, è sempre un qualcosa di straordinario.

In casa la squadra difende al limite del fallo mentre in trasferta commette fallo? Io non vorrei che alle nostre sconfitte lontano dal PalaDozza venisse data questa lettura, perchè significherebbe dare un alibi alla squadra. C'è però un fondo di verità. Normalmente noi in trasferta ci ritroviamo a commettere il 50% dei falli rispetto agli avversari, e ci vengono assegnati il 50% in meno dei tiri liberi, e il rapporto di giocatori usciti per 5 falli è di circa uno a quattro in nostro sfavore. Così diventa difficile giocare alla pari. Prendo ad esempio la gara di Brescia: noi siamo stati avanti fino a 5' dalla fine, ma nel conto finale dei tiri liberi loro sono andati 28 volte in lunetta e noi solo 7. La differenza è evidente a tutti, anzi è troppo evidente. Potrei citare altri episodi, ma non vorrei piangermi addosso, chiedo solo che si giochi e che si lasci giocare a pallacanestro.

Sono contento di essermi ritirato, visti i duri confronti tra Boniciolli e la squadra della scorsa settimana? Non è questo il motivo che mi ha fatto smettere, anzi devo dire che con il tempo sono diventato meno permaloso. Quando succedono queste cose il problema non è mai come si reagisce nell’immediato, spesso con il muso, quanto come giochi la partita successiva. La squadra ha dato la risposta giusta e questo era quanto voleva l’allenatore.

 

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