Virtus, il punto dopo la terza sconfitta consecutiva

91 punti presi contro lo Zalgiris, 103 contro il Besiktas, 100 contro Trieste. Alla base della prima crisi stagionale della Virtus - che ieri ha incassato la terza sconfitta in fila, tutte in casa peraltro - c’è di sicuro un problema difensivo. 98 punti di media subiti sono decisamente troppi, anche per una squadra che punta a correre e segnarne uno in più degli avversari. Ci sono occasionalmente grandi giocate difensive individuali (Edwards e Diarra possono anche essere spettacolari), ma quel che manca spesso è la difesa di squadra e la comunicazione. Inoltre in due partite su tre sono stati dilapidati vantaggi consistenti (+13 contro il Besiktas, +14 ieri) non riuscendo mai a gestire. Coach Mumbrù ieri si è lamentato pesantemente dell’arbitraggio e ha citato esplicitamente l’arbitro Baldini - mi avevano detto che non ha un buon rapporto con la Virtus e non mi ha trattato con rispetto - ma al di là del metro arbitrale i problemi difensivi e di costruzione del gioco restano.
Di certo è presto per trarre conclusioni, e dopo le settimane di doppio turno l’energia di certo non è al massimo. Ma qualche segnale d’allarme di sicuro c’è. In particolare - e non è la prima volta che lo si nota - è che questa squadra abbia una sola marcia, quella a tutta velocità. E’ stata una scelta di costruzione, ma riuscire a rallentare e gestire - in certe circostanze - permetterebbe di gestire meglio i vantaggi ed evitare di farsi rimontare. E non c’è un giocatore “sicuro” da cui andare quando la palla scotta. Magari più avanti, aumentando l’esperienza del gruppo e di alcuni giocatori, questo problema si risolverà. Ma al momento non si può non notare questa criticità.