L'assistente allenatore della Fortitudo - Stefano Comuzzo - ha presentato in conferenza stampa la partita di domani sera contro Udine.
Ecco le sue parole.

Comincia il girone di ritorno e iniziano gli scontri diretti per le prime posizioni in classifica, questo è uno scontro diretto, Udine ha fatto un grande girone di andata e recentemente ha anche battuto Trieste.
E’ una squadra speculare alla nostra, molto profonda e con rotazione a 11, perchè l’under Diop è qualcosa di più di un undicesimo, sta rendendo sopra le aspettative. Squadra intensa, che mette le mani addosso e difende con grande aggressività. Anche loro hanno il play e la guardia stranieri, come noi, e poi italiani di grande esperienza.
Le loro armi sono la difesa, il pressing, e vogliono trasformare questo sforzo difensivo in contropiede primario. Fanno anche molta tattica, difesa a zona soprattutto 3-2. E infatti sono la miglior difesa del campionato finora, a parte una partita in cui hanno subito 98 punti, ma grazie a tre supplementari che falsano la media.
In attacco vivono molto sulle iniziative dei loro americani. Veideman è uno dei più forti playmaker della categoria, sa come si gioca in Europa. Dykes è un atleta, sa giocare sia vicino a canestro che far canestro da tre punti. Vicino a questi ci sono gli italiani, che vivono un po’ degli spazi che si vengono a creare, in particolare i lunghi, da Mortellaro a via via tutti gli altri che mettono un mattoncino.
All’andata abbiamo giocato molto bene, e siamo riusciti a vincere con una partita sopra le aspettative. Forse allora loro erano un po’ in difficoltà, non riuscivano a distribuire i minutaggi tra 10-11 giocatori, quello che forse ora sta succedendo un po’ a noi e anche a Trieste. Loro ne sono usciti molto bene, stanno macinando ad alti livelli e ad alti ritmi, battendo Montegranaro e Trieste e guadagnando anche loro l’accesso alle Final Eight. Verranno qua per recuperare la sconfitta dell’andata.
Noi siamo ancora a risolvere questo problema di continuità. Secondo me abbiamo trovato un buon equilibrio dal punto di vista difensivo, nelle ultime tre partite abbiamo subito 60 punti di media. In attacco stiamo lavorando e siamo ancora un po’ indietro. Stiamo vedendo qualcosina di meglio ma non abbiamo continuità lungo i 40’. Alterniamo quarti da 25 punti segnati ad altri da 10-11. Il grosso lavoro da fare è trovare continuità ed equilibrio, in difesa ci siamo riusciti, in attacco ancora no.
Sappiamo che la chiave della partita sarà la difesa. Finora nelle 11 partite vinte abbiamo subito 66 punti di media, nelle 4 perse ne abbiamo subiti 85. Questo è il dato più importante.
I dieci che schiereremo: abbiamo più dubbi del solito perchè abbiamo avuto una settimana difficile dal punto di vista fisico, dopo la battaglia di Mantova, stiamo aspettando ancora risposte mediche rispetto a Cinciarini e a Mancinelli che però ieri si è allenato. Dovremo decidere all’ultimo minuto.
Fultz? E’ reintegrato e credo possa essere molto importante in questa partita. All’andata non c’era e giocò molto bene Montanari, che adesso non abbiamo. Fultz è reintegrato, la squadra l’ha accolto molto bene, credo sia molto meno in dubbio di altri che hanno problemi fisici.
Il criterio per la scelta dei dieci è vincere le partite o dare continuità alla squadra? Dobbiamo farlo di pari passo. Conoscendo questa squadra, è più fluida nell’esecuzione piuttosto che nelle letture. Però all’interno di questo gioco di esecuzione dobbiamo sapere esaltare le qualità dei singoli, ne abbiamo tanti. Dobbiamo equilibrare le due cose, abbiamo bisogno di esecuzione perchè certi momenti della partita lo richiedono. Udine usa molta tattica e in contropiede sa punirti. Noi dobbiamo eseguire e stare dentro i giochi per avere fluidità, ma all’interno sapere quando i singoli possono andare fuori da questi giochi. E’ un equilibrio difficile da trovare, e un po’ allunga i tempi. Ma sappiamo che dobbiamo passare da lì.
La fine del girone di andata? Abbiamo tirato una riga. Con tutto quello che è successo di 11 vinte e 4 perse siamo contenti, anche se c’è rammarico per la partita di Ravenna. Abbiamo fatto gli stessi punti della Virtus l’anno scorso, anche se loro erano primi e noi siamo secondi, ma speriamo che sia di buon auspicio. Nel girone di ritorno, peraltro, abbiamo quasi tutti gli scontri diretti in casa, abbiamo fuori soltanto Ravenna delle prime. Questo ci fa ben sperare, è chiaro che dobbiamo finalmente trovare l’equilibrio anche in attacco. Quella sarà la chiave per fare un girone di ritorno super.
Bisogna crescere negli scontri diretti? Sì, sono sicuramente importanti, sono un po’ quelli che abbiamo perso all’andata, ma è vero che il fattore campo ha avuto importanza, sono state quasi tutte vittorie casalinghe. Un esempio che facciamo coi nostri giocatori, tratto dal calcio, è che la Juventus vince il campionato magari pareggiando gli scontri diretti, ma poi vincendo con le altre, fa 1-0 sempre con tutte le squadre di bassa classifica. E invece l’Inter magari vince gli scontri diretti poi perde in casa contro l’Udinese.
Per stare in alto alla classifica bisogna vincere sempre, poi ogni tanto non ci riesce, ma mediamente bisogna rispettare tutte le squadre, anche quelle di bassa classifica, le partite in trasferta con le squadre che si devono salvare non saranno semplici, tireranno fuori energie nascoste.




(Foto di Fabio Pozzati)

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