Tommaso Guariglia è stato ospite di “Via San Felice 103” su Nettuno Bologna Uno. Un estratto dell'intervista, riportata interamente da Basket Magazine.

Contro Cividale è sembrata mancare un po’ di intensità e lucidità nel finale. Quanto possono aver inciso i carichi della preseason?
“Per noi è stata una preseason fatta di tanto lavoro in palestra e tante partite. Abbiamo giocato otto amichevoli in un tempo abbastanza ristretto: se non ricordo male, abbiamo giocato la prima partita il 19 agosto contro Montecatini e poi si sono susseguite, praticamente ogni due o tre giorni, altre amichevoli. Siamo stati in ritiro e c’è stata una settimana nella quale abbiamo giocato venerdì, mercoledì e sabato contro tre squadre di Serie A. Sicuramente è stata una preseason nella quale abbiamo lavorato tanto. Secondo me non bisogna guardare solo ed esclusivamente all’ultimo quarto, dove probabilmente siamo andati un po’ in deficit dal punto di vista fisico. Non so quale possa essere stata la ragione per la quale loro siano stati bravi a riprenderci, ma la verità è che a metà del terzo quarto eravamo stati molto bravi a costruire un vantaggio che andava sicuramente capitalizzato. Invece siamo stati un po’ superficiali in alcuni casi e abbiamo permesso a Cividale di rientrare nella partita”.

Qual è il tuo bilancio complessivo della preseason, considerando anche che si tratta di una squadra nuova?
Se vogliamo guardare prettamente ai risultati, sicuramente è stata una preseason positiva. Ma io la considero positiva soprattutto perché, oltre ad aver costruito ed espresso bene le idee del coach, abbiamo costruito un gruppo che sta bene dentro e fuori dal campo. Arriviamo tutti i giorni in allenamento con il sorriso e con la voglia di sudare insieme. Lo stiamo facendo dal 10 agosto e secondo me siamo stati bravi. L’avevo detto anche nella mia presentazione di qualche settimana fa: abbiamo ottenuto risultati importanti anche contro squadre di A1 in amichevoli di prestigio. Ovviamente c’è un po’ di rammarico perché, dopo aver vinto in preseason contro Tortona, Trento e Trieste e dopo aver giocato amichevoli contro squadre di pari livello di A2 come Livorno e Pistoia, speravamo di tornare da Ravenna con un risultato diverso. Però questa, secondo me, è stata una preseason molto positiva, soprattutto per tutto ciò che c’è stato fuori dal campo. Il nostro è un gruppo che sta molto bene insieme, sia dentro che fuori dal campo. Non è una cosa scontata, specialmente quando si costruiscono squadre con tanti volti nuovi e tanti giocatori nuovi. Il sistema difensivo e offensivo che il coach ci richiede e sul quale lavoriamo tutti i giorni, secondo me, è stato costruito bene. Continuiamo a lavorarci e nella preseason siamo stati anche bravi a raccogliere qualche frutto di tutto il lavoro che abbiamo fatto”.

Domenica arriva la prima di campionato contro Ruvo di Puglia. Che partita ti aspetti? E quanto sarà speciale giocarla al Paladozza?
“Sarà comunque una grandissima emozione, quella della prima di campionato. Il Paladozza l’ho vissuto sempre da avversario. Sono venuto qui a Bologna a giocare con tante maglie, ma sempre da avversario, e i primi minuti delle partite erano quasi sempre dedicati a respirare l’atmosfera che solo il pubblico della F sa creare. È un piacere, onestamente, averlo dalla mia parte quest’anno e viverlo da protagonista, da giocatore della Fortitudo. Con Ruvo di Puglia ci aspettiamo una partita difficile, perché c’è sempre un po’ l’emozione della prima in casa e tanto entusiasmo. I giocatori, in ambienti specialmente come quello della F, sono molto caldi e si esaltano. Dovremmo essere bravi a fare quello che il coach ci sta già indicando in questi primi giorni della settimana: mettere in campo la nostra intensità, la nostra fisicità e le indicazioni che tutto lo staff tecnico ci sta dando per questa partita. Sono sicuro che riusciremo a giocare un’ottima partita e spero però di portare a casa il risultato”.

Se ci ritrovassimo qui tra un mese, cosa ti piacerebbe aver costruito con questa Fortitudo?
“Sicuramente partire con il piede giusto fa morale e fa punti, perché non dimentichiamoci che da domenica cominciamo a giocare per mettere i punti sul tabellone. Quindi sicuramente mi viene da dire il maggior numero di vittorie possibile e vorrei una maggiore efficacia comunicativa tra noi in campo. È qualcosa che nasce con il lavoro quotidiano e con la continuità di quello che stiamo già facendo. Nasce anche con l’esperienza e con l’imparare a conoscersi. Molto spesso si dice che i giocatori e le squadre che giocano bene insieme si capiscono tra loro solo guardandosi negli occhi. Io, per esempio, che gioco da cinque, molto spesso trovo delle affinità con gli esterni in alcune situazioni solo guardandoli negli occhi. Queste sono cose che si imparano allenandosi e quindi sicuramente quello che mi viene da dire è la chimica di squadra, in termini di conoscenza proprio tra noi giocatori. Secondo me siamo veramente a buon punto dopo un mese. Questo è anche grazie al fatto che abbiamo già giocato tante partite insieme e quindi arriviamo sicuramente con maggiore prontezza a questa prima partita. Quello che mi aspetto tra un mese, se ci rivediamo e riparliamo di questa cosa, è una Fortitudo che gioca meglio rispetto a quello che può esprimere alla prima giornata di campionato”.

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